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Gemma Adesso
05-12-2011


socialism2Il titolo didascalico (Film Socialisme) funge già da sinossi, come il prenome del suo regista è meglio reso nella contrazione (JLG) di un impronunciabile esistenza. La costruzione di una sinfonia in tre momenti riporta rispettivamente tre diversi punti di vista, magnificando la funzione straniante e straordinaria del cinema che consente di vedere con i propri occhi la visione di un altro, negando la visione: il mondo visto dal ponte luccicante da una nave da crociera, un’arca fantasma che conserva un campione di varia umanità; lo sguardo dei figli proiettati nel fuori campo di un futuro che non si dà; la tragedia greca che si ripete e si intreccia alle leggende rivoluzionarie della modernità. Il trailer riassume in 4m e 29s la sintesi di 1h e 45m di Storia della specie. Svanita l’immagine nel buco nero dello schermo, comincia l’azione (come da Principio).

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Matteo Marelli
28-11-2011


NothingPersonal_2_750pxIn campo  lungo, sotto una densa e plumbea coltre di nuvole foriere di pioggia, una donna sola, crine scarlatta, cammina  su terre battute dai venti. L’aria è fredda, la luce bluastra. Sta fuggendo da qualcosa o qualcuno. Non è permesso saperlo, a noi, così come all’uomo che decide di darle ospitalità. Tra loro non deve esserci nulla di personale. Lei stabilisce che anche il conoscere i rispettivi nomi sarebbe un’infrazione del contratto stipulato: solo lavoro in cambio di cibo. Una severità che verrà però mitigata da piccoli gesti infinitesimali, reciproca dimostrazione di mutuo soccorso.

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Michele Sardone
21-11-2011


hjl2006Cina, primi anni Novanta. Una ragazza appena laureata viene condotta con l'inganno in uno sperduto villaggio di pastori e venduta come moglie a uno di essi. Violentata, incatenata e controllata di continuo dai componenti della sua nuova famiglia, tenta ripetutamente di fuggire, ma ogni volta, proprio quando pare essere a un passo dalla salvezza, viene catturata dai suoi aguzzini e riportata al villaggio.

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Diego Mondella
14-11-2011


une-vie-meilleure-festival-roma-2011.gifParigi. Yann è un cuoco ambizioso a cui sta stretto il lavoro alla mensa. Nadia è una cameriera di origine libanese con un figlio di 9 anni, Slimane. Quando i due si incontrano decidono di mettere su un’attività in proprio: un ristorante. Grazie ad un prestito, credono di aver coronato il loro sogno. Ma il locale non è a norma e, per aprirlo al pubblico, hanno bisogno di ulteriore denaro che non posseggono. Nadia parte per il Canada, dove le hanno promesso un altro lavoro. Mentre Yann rimane a Parigi a prendersi cura del bambino, arrangiandosi come può.

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Gianfranco Costantiello
06-11-2011

sonbaharYusuf dopo dieci anni di prigionia torna a casa. Ad attenderlo l’anziana madre, il vecchio amico Mikail e una donna.

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Gemma Adesso
31-10-2011


air_doll31Hideo vive con una bambola gonfiabile, Nozomi, che vive durante l’assenza di lui. Attraverso il cinema, Nozomi  scopre il respiro di tutte le cose, impara a guardare e a parlare e, nella durata di una storia d’amore, fa esperienza del mondo.
Alla fine del film, la bambola saprà che il soffio è il nulla assoluto che anima la creazione.

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Vanna Carlucci
24-10-2011



BlissfullyYoursMin è affetto da una malattia della pelle. Orn prepara rimedi naturali. Roong è la sua fidanzata. Tutti  e tre si lasciano dietro la città per addentrarsi e perdersi, tra silenzi e atti d’amore, nella vasta foresta tailandese.







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Matteo Marelli
17-10-2011


taxidermiaTre racconti esemplari, tra loro legati da una contiguità generazionale. Nonno, figlio e nipote. Rispettivamente: un erotomane soldato magiaro; un campione nazionale d’abbuffata durante gli anni della dominazione sovietica; ed un rachitico imbalsamatore. Tre corpi accomunati dalla tara genetica della devianza. Tre vicende tra loro concatenate attraverso le quali tracciare la Storia recente d’Ungheria.

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Diego Mondella
04-10-2011


Jean-GentilIl professore haitiano Jean Remy Genty cerca un lavoro da contabile a Santo Domingo. Passa da un ufficio all’altro lasciando curricula, ma nessuno è disposto ad assumerlo. In città non c’è lavoro e viene oltretutto sfrattato dalla sua misera abitazione. Con una borsa di plastica in mano, decide di affrontare un lungo, solitario e disperato viaggio all’interno della foresta tropicale. Fino a perdersi in mezzo alla natura incontaminata, isolato da tutto il mondo e solo in comunione con Dio e con la spiritualità dell’isola.

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Michele Sardone
26-09-2011


kinettaUn uomo registra degli ordini su un mangianastri; una ragazza, sola in una stanza, li esegue per esercitarsi; i due poi mimano la scena dell'omicidio descritta sul nastro dinanzi a un cineoperatore, che li riprende con la sua "kinetta". 




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