risultati per tag: Leonardo Di Costanzo

  • Presentato a Venezia nel settembre 2025, il caso di Elisa risulta ancora, nel panorama del cinema italiano, di particolare importanza, per lo sguardo rigoroso e connotato di Leonardo Di Costanzo. Per la prima volta Di Costanzo si sposta dalla Campania in una Svizzera sibilante, per raccontare una nuova claustrofobia: quella dell’umanizzazione del colpevole.

  • Una vita di dualismi, tra Parigi e Napoli, documentario e finzione: Leonardo Di Costanzo, con una filmografia densa di ormai oltre quarant’anni, continua a far luce sulle realtà più complesse, senza miti né pietismi. In occasione della proiezione del suo esordio nel cinema di fiction, L’intervallo (2012) – avvenuta a Bari, lo scorso lunedì 15 giugno, nell’ambito della rassegna a cura dell’Apulia Film Commission "Registi fuori dagli Sche(r)mi" – abbiamo ripercorso in sua compagnia gli intenti più recenti, da Ariaferma (2021) a Elisa (2025).
  • I film come Ariaferma, densi, spessi, stratificati come murature, tutti in preda a una dialettica interna che sfuma, anzi trascende verso il riverbero, il bisbiglio, il sibilo segreto, terreo, tufoso delle cose, tra le cose, tra i volumi, metri cubi di spazio (cinematografico); si sedimentano nel tempo, detriti di materia immaginativa – già all'inizio, il costone, la nebbia, il canto corale che s'espande vaporoso, cioè gli elementi costitutivi dell'immagine –, caduti dai muri scalcinati e depositati nel tempo, e non smettono di dire, di risuonare anche dopo le prime visioni in sala.

Archivio

Teniamoci in contatto