risultati per tag: Giulio Vicinelli

  • Bella, anzi bellissima, la storia di Emanuela Ligarò, in arte Gold Mass, “artigiana delle frequenze” che col suo primo demo, arrivato solo dopo un apprendistato di studi, ascolti e composizioni durato anni, conquista l’attenzione di produttori internazionali del calibro di Howie B, che ha prodotto fra i tanti Björk, gli U2, e l'oscuro Tricky, di Marc Urselli, che tutti ricordano come produttore di Lou Reed, Nick Cave, Patitucci, Mike Patton e Jhon Zorn, e di Paul Savage storico produttore dei Mogway, con cui poi è effettivamente entrata in studio per lavorare a Transitions, l’album che uscirà ad Aprile 2019.

  • Il rione Sanità, uno dei quartieri più “difficili” di Napoli, la gente del “sistema”, Il sindaco, Antonio Barracano, boss del quartiere che amministra la sua giustizia secondo criteri di ferrea equità, la sua equità, l’hip-hop di area partenopea che fa da sfondo, gli interni domestici soverchi d’ori, velluti e colonne. A considerare solo questi pochi elementi il film di Martone sembra non segnare differenza alcuna rispetto alla dilagante allure gomorriana, che ormai acriticamente, come una moda, fa da referente orientativo per la rappresentazione schermica della napolitaneità.

  •  Dei molti discorsi possibili a proposito di e a partire da La Mafia Non È Più Quella D’una Volta scriverei qui solamente di un significato di seconda battuta, una riflessione emergente a posteriori e angolata secondo una prospettiva prettamente comunicazionale. La mafia è uno straordinario capolavoro dell'evoluzione di specie, che ben più di ratti e blatte ha sviluppato un'incredibile capacità di adattamento e sopravvivenza ai mutamenti di contesto ambientale, economico e sociale, riuscendo a mantenere sempre la propria posizione di vertice tra le specie predatorie. Qui si cercherà di riflettere su come questo processo abbia investito di pari passo anche gli aspetti mediatici di comunicazione dell'immagine, il campo entro cui si muovono tanto Ciccio Mira che Maresco, e che quindi anche "L'immagine Della Mafia Non E' Più L'immagine Di Una Volta".

  • Corpo totemico dell'instabile universo pan-sessuale genito da Bertrand Mandico è l'immancabile Elina Löwensohn, Valentina, Barbarella dei tempi nostri, che con la sua presenza fisica attraversa tutto l'universo mandichiano conferendogli con la carne reale una sorta di continuità ontologica sul piano immaginativo, avvertibile al di là delle diverse identità sceniche che assume.

  • La  prospettiva di riflessione che riguarda le modalità con cui il film “adesca” il tempo, cioè il modo con cui lo mette in rappresentazione per contenerlo entro i limiti della propria durata di proiezione, ci offre una prima opzione di lettura su quel multi testo stratificato e organizzato per irruenti accumuli visivi che è Non C’è Nessuna Dark Side, opera prima di Erik Negro, presentata nella sezione Satellite dell’ultima Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro.

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