risultati per tag: Gustavo Celedón Bórquez

  • Il testo, rimaneggiato per il Dossier, è uno dei “fotogrammi” che compongono Fotograma(s), di Gustavo Celedón Borquez e Giovanni Festa (con prefazione di Julio Bressane e Eduardo A. Russo) uscito in Cile per i tipi di Montoneras. Il libro si può scaricare gratuitamente da qui: https://icah.cl/fotogramas/

    «Assorto in quelle immagini illusorie dimenticai il mio destino di perseguitato. Mi sentii, per un tempo indeterminato, percipiente astratto di mondo». L'uomo che parla è Yu Tsun, il protagonista de Il Giardino dei sentieri che si biforcano di Borges, e sta meditando sulla posizione e la conformazione del labirinto del suo bisnonno, l'obliquo Ts'ui Pen.

  • Trad. di Giovanni Festa

    In quest’epoca scioccante nella quale il mondo sembra cadere a pezzi nonostante l'ottimismo di vari intellettuali che credono di essere all'avanguardia di un cambiamento epistemologico, intellettuali che stanno già pensando alle proprie biografie, mi interessa pensare di più a ricomporre una biografia impossibile, una sorta di ironia controspeculativa. Qui, comunque, solo un paio di pagine. Si tratta quasi di enunciare un progetto (che non vuole essere per nessun motivo lungo).

  • Una battaglia dopo l'altra è un film che incoraggia opinioni divergenti. Da una parte, un certo pubblico con esperienza cinematografica diffida di quella che potremmo chiamare un'eccessiva razionalità costruttiva del cinema di Paul Thomas Anderson (PTA). D'altra parte, un pubblico affascinato, con o senza esperienza, riesce a connettersi con letture che propongono di comprendere il mondo in cui viviamo.

  • (Trad. Giovanni Festa)

    L'Occidente ha voluto liberarsi dei rifiuti e solo uno scarto poteva sostenere l'Occidente. Non diciamo l'umanità, ben lo sapeva Foucault, questa è un'invenzione kantiana, liberale, cioè occidentale. Non è nemmeno un chip, come lo conosciamo ora, è un maledetto rifiuto, una spazzatura spaziale, piccola, condensata, rugosa come una carta dentro la mano. Ti ricordi cos'era una carta? Perché so che a malapena ricordi cos'è una mano. È un rifiuto del quale si assicurarono che, perso nello spazio, almeno il suo percorso errante girasse a vuoto su un asse fittizio. Erra in loop, per la felicità dei suoi antenati.

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