Se si accetta l’assunto godardiano – straziante e inoppugnabile – secondo cui il cinema è l’arte che sistematicamente manca l’appuntamento con la Storia pur avendone registrato, nel suo inconscio ottico, ogni tremito e variazione sismica, allora Gremlins (Joe Dante, 1984), lungi dall’essere il semplice divertissement natalizio per famiglie che la campagna marketing della Warner Bros cercò di vendere a una classe media inebriata dalla Reaganomics, si pone come una vera e propria frattura in un punto di faglia.