«I tremble for my country when I reflect that God is just and that his justice cannot sleep forever». È evidente già da queste parole di Thomas Jefferson — incise nelle pareti del Jefferson Memorial a Washington D.C. — come la fondazione degli Stati Uniti d’America sia stata accompagnata, fin dall’inizio, dall’ossessione per la sua maledizione, dalla paura che qualcosa o qualcuno potesse, in ogni momento, frantumare il sogno americano appena nato e chiedere conto delle ingiustizie che avevano alimentato quell’illusione democratica. Lo stesso Jefferson — che di schiavi ne aveva posseduti a centinaia e da una di loro, appena quindicenne, ebbe numerosi figli — parlava addirittura di una possibile «supernatural interference» pronta a scatenarsi su di lui e sugli Stati Uniti appena fondati per vendicarsi di tali riprovevoli condotte.