www.uzak.it - ISSN 2039-800X
Trimestrale online di cultura cinematografica
anno IV | UZAK 15 | estate 2014

uzak.it | Cose mai viste

Mulberry Street

Michele Sardone

altAbel Ferrara s'aggira per Mulberry Street, una delle vie principali di Little Italy, che è stata location di alcuni dei suoi primi film, vagabondando per gli stand in corso di allestimento per la festa di San Gennaro, che dura dieci giorni: questa potrebbe essere la trama. Eppure, nessuno degli elementi appena nominati è l'oggetto del film.


continua...
 

Final cut – Ladies and gentlemen

Matteo Marelli

«Una nuova mitologia si presenta
proprio nelle propaggini mature della modernità […].
Il mezzo che richiama alla ribalta nuovi mitologemi
di una società ormai avviata verso il suo divenire-massa […]
è il cinema».
(Karl Marx, Per la critica dell’economia politica)

continua...
 

The Color Wheel

Nicola Curzio

altNel suo celebre saggio dedicato allo studio dei colori, Goethe propose uno dei primi esemplari di “cerchio cromatico” (in inglese color wheel) dove «i colori in esso diametralmente opposti sono quelli che nell’occhio si richiamano reciprocamente. Così il giallo richiama il violetto, l’arancio l’azzurro, il porpora il verde, e viceversa. Così anche le gradazioni si richiamano reciprocamente, il colore più semplice richiama quello più composto e il più composto quello più semplice» (Goethe 2013, p. 33). Incuriosisce il fatto che il secondo lungometraggio del giovane americano Alex Ross Perry, intitolato appunto The Color Wheel, sia stato girato interamente in bianco e nero, su pellicola 16mm. Dove sono i colori?

continua...
 

L’âge atomique

Luigi Abiusi

altC’è un che di rassicurante nel sapere che dopotutto, dopo tutti i passivi nichilismi e cinismi di certo cinema mitteleuropeo, vaghi per l'Europa una nuova generazione di registi entusiasti e malinconici, ironici e lirici allo stesso tempo, smodati soprattutto rispetto ai canoni di equilibrio iconico-narrativo che vigono nel cosiddetto cinema d’autore; capaci di reinventare non solo la propria tradizione mediterranea, ma anche quella più dialetticamente europea, almeno a partire dalla comune base cogitante illuminista e arrivando a un postmodernismo che, fuori da citazionismi a sé e dentro la rianimazione e la mutazione della carne letterario-cinematografico-musicale, si presenta come l'unica forma di umanesimo possibile, anche contro certi richiami all'ordine realistico (io direi più che altro, descrittivo-mimetico) di cui s’è letto qua e là nei mesi passati.

continua...
 

The Double

Vincenzo Martino

alt«Penso che se il diavolo non esiste, ma l’ha creato l’uomo, l’ha creato a sua immagine e somiglianza» (I fratelli Karamazov, Fëdor Dostoevskij)

L’impiegato di un ente governativo, Simon, (ri)vive le stesse giornate sentendosi costantemente fuori dal suo corpo («come Pinocchio è un ragazzo di legno, non vero»). La sua frustrazione partorisce un doppio, un dostoevskijano Sosia (lo script è basato sull’omonimo romanzo) che è, allo stesso tempo, suo opposto.

continua...
 

Innocent Saturday

Gemma Adesso

altQuesto è il luogo delle mute cose

Sabato 26 aprile 1986. L'umano comincia alla fine di una settimana di fatica, con un’esplosione e una nube che arriva dal cielo, fumi tossici e tinte fosche a sgomentare l'infanzia. Chernobyl più che il nome di un luogo fisico, è la definizione della minaccia aerea, un terrore impalpabile che si insidia nella pelle e modifica il respiro. È l’ombra nera che arriva di notte per portare via dai sogni, un voto alla terrestrità, la fuga furibonda e la perdita improvvisa di un celeste fondamento.

continua...
 

Upstream Color

Carmen Albergo

alt«[…] in casi di questo tipo, la scoperta del dettaglio che "significa", più che offrire la prova di una perspicacia analitica da parte di colui che osserva il quadro, offre la prova di una efficacia propria di quella pittura in cui il dettaglio è stato pensato come esca per lo sguardo, punto di cattura. La potenza di un’esca del genere si misura dal fatto che la fissazione sul dettaglio induce lo sguardo a cercare qualcos’altro rispetto a ciò che il dipinto mostra.
Così crediamo di essere freudiani, perché siamo incuriositi da ciò che non si vede […]» (G. Didi-Huberman, La conoscenza accidentale)

continua...
 

Queen and Country

Diego Mondella

Durante gli anni della guerra in Corea, gli ufficiali della RAF Bill e Percy rimangono in patria nel campo d'addestramento per formare le nuove reclute. Tra soprusi e minacce dei propri superiori, impareranno quanto può essere dura la vita militare anche senza stare in trincea.



 

continua...
 

À perdre la raison

Leonardo Gregorio

Murielle e Mounir. Lei è belga, insegnante, lui un marocchino accolto anni prima in Europa dal dottor André Pinget, a cui è molto legato. Sono giovani Murielle e Mounir, si innamorano, si amano, lei va a vivere da lui. La sua casa è quella del medico, sono in tre. La coppia si sposa e ha dei figli, la casa diventa più stretta, così come gli spazi di libertà di Murielle. Cambia lei, cambia Mounir, cambiano casa (ancora col dottore, da cui dipendono economicamente), ma soprattutto diventa sempre più inquietante e morbosa la presenza continua di Pinget. Mounir è sempre più succube di lui, Murielle sempre più isolata, svuotata, persa.

continua...
 

Kisses

Luigi Coluccio

«I met my love by the gas works wall/Dreamed a dream by the old canal/Kissed a girl by the factory wall/Dirty old town/Dirty old town.»
Non dirò mai a nessuno della prima volta che andai al cinema. Del buio, della prima luce – fiat lux, e fu la luce, e fu il mio nome. Una volta, una giovane artista disse di non riuscire a vedere un film per intero nel suo scorrimento, del suo dover alzarsi, andarsene e poi tornare. Perché, come sentiva Fassbinder, «i film liberano la testa», ma imprigionano il cuore. E non voglio, non posso, che grazie a quella luce le altre ombre presenti in sala vedano la testa libera, il cuore imprigionato e il vero volto.

continua...