Inchiostro di kine

Rubrica dedicata ai libri sul cinema, dove “kine” è abbreviazione di kinetoscopio, una rudimentale cinepresa approntata da Edison negli anni del pionerismo cinematografico.

Matteo Marelli


altÈ difficile cercare di raccontare il binomio RezzaMastrella (Antonio Rezza/Flavia Mastrella). La girandola di definizioni, pur ingrandendo la propria rosa, continua a mancare questo Giano Bifronte della scena spettacolare, che in ogni sua espressione porta avanti una rigorosa destrutturazione delle forme (teatrale, cinematografica, televisiva, letteraria): l’esistenza della regola per RezzaMastrella significa la possibilità di scoprire nuove prospettive da aberrare. L’approccio esegetico, tormentato dalla lentezza e dalla gravità argomentativa, poco si adatta ad inquadrare il loro rappresentare latitante e performativo, febbrile e volutamente frammentario, che «rinuncia al filo del discorso, che poi è lo stesso filo che ti strozza» (p. 78)1.



Leonardo Gregorio



altDal video di Frozen, ad attirare i poli Chris Cunningham (videomaker radicalissimo) e Madonna (corpo, icona, star), a Mirrors di Floria Sigismondi per Justin Timberlake; dal «pionieristico lavoro di Vincent Morisset su Neon Bible (2008) degli Arcade Fire, considerato il primo video musicale interattivo della Storia» (Pacilio 2014, p. 33), fino all’Hype Williams di Stupid Hoe per Nicki Minaj e al Xavier Dolan di College Boy per Indochine. Immagini, suoni, invenzioni, sperimentazioni, realismi, deformazioni.

L’AG Rojas di Hey Jane per Spiritualized e il duo DANIELS di Simple Math per Manchester Orchestra, il collettivo Megaforce di The Greeks per Is Tropical e CANADA di Ice Cream per Battles feat. Matias Aguayo; l’Harmony Korine di Living Proof per Cat Power e il Gaspar Noé di Love in Motion per SebastiAn. Dall’arte fondamentale, rivoluzionaria e irraggiungibile di Michel Gondry, «il più grande videomaker di sempre» (ivi, p. 40) a Romain Gavras, «regista di clip più importante di questi ultimi anni» (ivi, p. 132) e al suo Bad Girls per M.I.A., «miglior video a oggi del terzo millennio» (ivi, p. 182); il Jonathan Glazer di A Song for The Lovers per Richard Ashcroft e lo splendido Garth Jennings di Imitation of Life per i R.E.M. fino al successo planetario da miliardi di visualizzazioni su YouTube (videoclip diretto da Cho Soo-hyun) del brano Gangnam Style di Psy.

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