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- ISSN 2039-800X
Trimestrale online di cultura cinematografica
Diretto e fondato da Luigi Abiusi
anno VIII | UZAK 28/29 | autunno 2017 / inverno 2018



UZAK 28/29 | autunno/inverno 2017/2018

Editoriale. The deserted

Luigi Abiusi


SPECIALE PAUL SCHRADER
a cura di L. Abiusi


Coito ininterrotto. First Reformed

Luigi Abiusi


L'insolubile alternativa

Alessandro Cappabianca


Uomini solitari di Dio

Anton Giulio Mancino


Dispositivo di trascendenza

Pietro Masciullo


Schrader - Mishima - Bataille
La macchina rituale

Giovanni Festa


The Canyons

Mariangela Sansone


SPECIALE WILLIE VARELA
a cura di V. Dell'Aquila


Like a mirage: the Ambiens Series

Michael Sicinski


The World in the Window

Stephen Broomer


Here and There
Recuerdos de flores muertas

Dorottya Szalay


 

Willie's Eye

Brian Wilson


This burning world

Mariangela Sansone


LO STATO DELLE COSE


CARNE Y ARENA. La virtualità
come esperienza d'alterità

Matteo Marelli


Les garçons savages: ontogenesi
di un universo instabile

Giulio Vicinelli


Locarno 2017

Mariangela Sansone


COSE VISTE


Ammore e Malavita

Giulio Vicinelli


INCHIOSTRO DI KINE


Il caso e altre novelle
di Krzysztof Kieslowski

Raffaele Cavalluzzi


SCREAMADELICA


END OF THE EAR
I migliori dischi del 2017

AA. VV.


uzak.it | Cose mai viste

Atomic

Luca Romano

Nel 2015 la BBC ha lanciato una serie di documentari intitolata BBC Four Goes Nuclear e dedicata al settantesimo anniversario della tragedia nucleare di Hiroshima. Il tempo in cui le materie radioattive perdono progressivamente la loro radioattività, cioè il tempo necessario affinché il 50% degli atomi si sia disintegrato nel caso dell’uranio-235 è di 710 milioni di anni.

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Symbol

Katia Dell'Eva

Si definisce scientificamente “determinismo”, la concezione secondo la quale ogni avvenimento nella realtà sia necessariamente legato ad altri da un nesso di causa-effetto. Tutto quello che si vede è in funzione d'altro, tutto quello che accade è il risultato di qualcosa. Tutto. Vicino o lontano, percepibile o incomprensibile che sia.

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John From

Nicola Curzio

alt«Possa venire il giorno (e forse verrà presto) in cui fuggirò nei boschi di qualche isola dell’Oceania, a vivere d’estasi, di calma e d’arte, circondato da una nuova famiglia, lontano dalla lotta europea per il denaro. Lì a Tahiti potrò ascoltare, nel silenzio delle belle notti tropicali, la dolce musica sussurrante degli slanci del mio cuore in amorosa armonia con gli esseri misteriosi che mi saranno attorno. Finalmente libero, senza preoccupazioni di denaro, potrò amare, cantare e morire» (Paul Gauguin)1


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#BKKY

Mariangela Sansone

altQuesto cuore stesso, che pure è il mio, resterà sempre per me indefinibile. L’abisso che c’è fra la certezza che io ho della mia esistenza e il contenuto che tento di dare a questa sicurezza, non sarà mai colmato. Sarò sempre estraneo a me stesso.
(Albert Camus, Il mito di Sisifo)


 

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Under Electric Clouds

Michele Sardone

Pare che l’incontro fra Simone Weil e Lev Trockij scadde in lite: la Weil rinfacciava a Trockij la cruenta repressione, ad opera dell’Armata Rossa, della rivolta anarchica di Kronstadt del 1921. Esattamente come le potenze capitaliste, sosteneva quello scricciolo di donna dinanzi al gigante della Rivoluzione, lo Stato comunista fondava il proprio potere sulla repressione della libertà e dell’autodeterminazione.
La prendiamo un po’ alla lontana, perché quando si parla, come accade in Under Electric Clouds, di Russia e Storia, non si può che parlare di Rivoluzione (dove storia e rivoluzione sono necessariamente maiuscole): non per niente parte del film, presentato nel 2015, è ambientata nel 2017, a cent’anni dalla madre (strana madre: senza figli) di tutte le rivoluzioni.

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Correspondências

Gemma Adesso

alt«A minha terra não é inefável. / A vida na minha terra é que é inefável./ Inefável é oque não pode ser dito (La mia terra non è ineffabile. È la vita nella mia terra a essere ineffabile. Ineffabile è ciò che non può essere detto)».
(Jorge de Sena)

«E por isso em cada gesto ponho / solenidade e risco (E per questo in ogni gesto metto solennità e rischio)».
(Sophia del Mello Breyner Andresen)

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Foudre

Mariangela Sansone

E cielo e terra si mostrò qual era:

la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto      
una casa apparì sparì d'un tratto;
come un occhio, che,largo,esterrefatto,
s'aprì si chiuse, nella notte nera.
(Giovanni Pascoli, Il Lampo)

«Sta lontano da tutto o il fulmine ti colpirà»

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The Dreamed Ones

Vanna Carlucci

alt«Dovrei venire, guardarti, tirarti fuori, baciarti e sostenerti, per non farti scivolare via. Ti prego, credimi, un giorno verrò e ti porterò via con me» (Bachmann-Celan 2011, p. 17)

È difficile riuscire ad entrare in un territorio pericolante come è quello dello spazio della parola senza cadere, inevitabilmente, in un linguaggio che eccede se stesso per diventare goffamente retorica. The Dreamed Ones tenta nell’impresa e lo fa lasciando che siano le parole ad occupare il campo della macchina da presa.

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Tangerine

Luca Romano

Due trans in un bar fanno colazione, i vestiti economici, le pance scoperte e il caldo del Natale a Los Angeles festeggiano l’uscita dal carcere, dopo 28 giorni, di Sin-Dee. Intanto un tassista armeno nel giorno della vigilia di Natale trasporta gente tra le strade della città del cinema. Nel corso della colazione Alexandra rivela all’amica che durante la sua assenza è stata tradita da Chester, compagno e protettore, con una prostituta bionda, e così inizia il percorso delle due attraverso le strade e i marciapiedi di Hollywood in cerca del compagno e della prostituta. Così inizia Tangerine, realizzato nel 2015 da Sean Baker utilizzando degli iPhone 5.

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James White

Leonardo Gregorio

James White (Christopher Abbott) è una vita sospesa. Quella di suo padre, figura che ha conosciuto poco, è appena finita, mentre quella di sua madre (Cynthia Nixon) è sempre più corrosa da un tumore che si estende, la nega e la trasforma. James White è il nome di questo film; e il tempo che passa. I nomi dei mesi che si succedono sono i capitoli di uno svolgimento apparentemente piano, una identità che non è riuscita mai a definirsi, le pagine vuote di un diario inconscio, di ciò che non si riesce a dire, a fare, a mutare, di fughe da se stessi fino poi a trovare nel dolore più profondo, nella perdita più grande, la violenza della verità.

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Ho visto cose

 

Speciale Crossroads 2017




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