www.uzak.it
- ISSN 2039-800X
Trimestrale online di cultura cinematografica
Diretto e fondato da Luigi Abiusi
anno VIII | UZAK 28/29 | autunno 2017 / inverno 2018

END OF THE EAR

La musica vista da registi, critici, musicisti, produttori.








Luigi Abiusi

Elettronica. Il versante synthetico e ambientale della El Paraiso risuona di luci al silicio in Chrystal Shores degli Astral TV: piattaforme interplanetarie, amori robotici che sopravvivono a ecosistemi di bassi, a parte qualche limpidità di chitarra che corrompe un poco l’oltranza artificiale. Ma gli allunaggi sono saldi e ricordano quelli di Jonas Munk. Dubbie chitarre, ora in versione orientale, anche in New Energy dei Four Tet. Il paesaggio è frastagliato, discontinuo, ma You are loved vale tutto il disco. Interessanti Animal Spirit di James Holden (con gli Animal Spirit) e Trees Speak del gruppo omonimo, a cavallo dei generi. Ma è UUUU degli Uuuu a mischiare e decostruire al meglio i linguaggi, gli stili. Viaggio iniziato tra frammenti sonori galleggianti, frastuoni industriali, apocalissi di voci, alla ricerca di una qualche trama riconoscibile. Che arriva, ed è Five Gates, inaugurata dalla batteria di Valentina Megaletti (gli altri sono Edvard Graham Lewis e Matthew Simms dei Wire e Tim Lewis) che impazza di clash e orienta il discorso verso la progressione psichedelica. Una conquista estemporanea, la musica, perchè dopo quattro minuti e mezzo è ancora caos e dopo un fracasso spaventoso, una marcia di lamiere, uggiolamenti di mostrini, affioramenti lynchiani. Poi ancora noise, industrialità, drone e per lo più dissipazione di possibilità sonore dentro l’ostinazione destrutturante. Fino a quello che è il capolavoro di questo disco ostico, anzi ostile eppure affascinante, Verlagerung, Verlagerung, Verlaverung, uno dei brani dell’anno: spazialità incantata, krauterizzata, emergenza di elettromiti che riguarda tanto più l’ultimo Ventre del nulla.
Psych. Per uscire da quella che spesso è una maniera: ovviamente i Black Angels di Death Song; poi Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin dei Julie’s Haircut, anche se rimpiango l’elettrokraut del precedente Ashram Equinox, che resta uno dei dischi del decennio. Don’t Get Lost dei Brian Johnstown Massacre è un disco in meraviglioso deliquio da nenia (Charmed I’m sure), da ritmo andante, erotico, fino a Dropping Bomb On The Sun, in cui s’apre anche un largo piano di fiati, divenuto poi motivo nel meditativo lento-jazz di Geldenes Herz Mens. Poi di soppiatto l’elettronica ballabile di Acid 2 Me Is No Worse Than War in contrappunto di trombe mentre una sirena va. The Rhythm Of Ooze dei Pretty Lightning inizia con la malia di Thunder Mountain Return: sortilegio di arpeggio, sospiro di violino, improvviso scoccare di batteria e di lì è tutto grondare d’organo, d’orgia. Il resto riguarda un suono multiforme, baldanzoso, in cui c’entrano anche il blues, il folk, il kraut, con costanti trovate in fatto di riff, o un ammicco ritmico, un motivo ancestrale, come medievale. How Did I Find Myself? dei Dream Syndicate si dispiega pieno, succulento, dialogando con la storia del rock psichedelico: calda cadenza di canto, cavalcata erotica, sillabazione di ritmi in gioiose amenze.
Prog. Del 2016 ma ascoltato solo all’inizio di quest’anno Warm Spaced Blue degli Ingranaggi Della Valle sgrana il dramma di tutto un caleidoscopio di suoni e ritmi: archi, tastiere, chitarre, elettronica, fonde giaculatorie di basso, rilanciati in continuazione da sproni di batteria (secondo tradizione prog). The Physics House Band - Mercury Fontain è schizzo di batteria, di riff elettronici, folli distorsioni. Sullo sfondo un motivo drammatico di chitarra (Calipso). In Holy Caves poi si apre uno spazio di contemplazione dentro penombre, barlumi serali (che tornano nella ballata sui generis di Astral Wave), poi ancora frenesia, folle dimenarsi su piatti e rullante, stridori di corde distorte.
Post-rock. Luciferian Towers dei Godspeed You! Black Emperor: il ritorno ora è estatico, emozionante, limpido; tutta un’attesa, espressa in sfregare di violini, che dal grumo nuvoloso esca un raggio di fiore, di papavero. Ed ora un campo, una collina di papaveri se ne sta nel vento di una primavera pasquale. I Mogwai (Every Country’s Sun) hanno virato rispetto alla svolta elettronica di Rave Tapes e Atomic.
Jazz. A parte un Kamasi Washington minore soprattutto nel senso della durata (l’Ep Harmony Of Difference), in The Dreamer Is The Dream Chris Potter esorbita di fiati su solide basi, visto che batteria, piano e contrabbasso intessono corrispondenze, baldanze, tutto un coacervo di preliminari per via di sfioramento di piatti e di note alte di piano. Dal cantabile al cerebrale, al nostalgico, per arrivare in Memory and Desire a trame indefinite, impressioni raveliane che affiorano in regime di liquidità di piano. The Behemoth dei Phronesis è sogno corale di fiati, di piano in contrappunto di chitarra e batteria (Untitled#1). Poi sospensioni che si intersecano con intrighi di trombe, giochi di flauti in colonne sonore a venire. Viene Herne Will e cioè l’alternanza di solipsismi e (ancora) coralità della big band in ritmi ballabili. Come controcampo Charm Defensive è introspezione, ruminamento, perchè la tromba farfuglia tra le esclamazioni di piano. E Intro to Urban Control si abbandona al proprio ricordare, fantasticare: è incanto di tromba, viaggio poetico.
Space. È nella mitteleuropa che brucia tutta una costellazione di space rock, forse arrivata nel 2017 al suo punto di massimo rigoglio (nella sua versione contemporanea) grazie all'uscita di almeno due capolavori (di Colour Haze e Papir) e di altri dischi affascinanti. In Her Garden dei tedeschi Colour Haze fiorisce di fiati, tastiere, archi sognanti accanto a canoniche trame di chitarra in distorsione che all'inizio sono grevi e piene, in versione stoner, poi si alleggeriscono, sembrano aleggiare in rif e accordi liquefatti; si dinamizzano insieme alla batteria, alla voce di Stefan Kogler che cerca il canto all'insegna di fiori piantati negli anni Settanta, tra svuotamenti e riempimenti alternati (ancora i fiati in Labyrinthe), rallentamenti meditativi, contemplazioni e scatti che arrivano alla fine a una vera e propria apoteosi di rincalzi in regime di rullante. Che è il dittico Skydancer e Skydance (altro brano dell’anno) in cui poi la tastiera all'improvviso gocciola. E arrivando in Danimarca, ma mantenendo un legame strettissimo con il retaggio del krautrock tedesco incarnato in questi anni da Dave Schmidt (a capo di progetti fosforici: da Sula Bassana a Zone Six, agli Electric Moon, con i quali i Papir avevano pubblicato nel 2013 uno straordinario Papermoon Session), il V dei Papir, probabilmente il miglior gruppo space rock in circolazione, primo disco fuori dalla El Paraiso Records di Jonas Munk e Jakob Skøtt (dei Causa sui), dopo tre capolavori consecutivi usciti per l'etichetta danese. V, in due dischi, è spazio estatico, sospeso tra una lontananza acquea (zona di perdita, dimenticanza in tramonti sonanti, eco opali, cirrostrati di materia fonica che ad un tratto s'imporpora a perdita d'occhio) e una presenza felicitante, quasi fanciullesca per quanto i riff di chitarra sono marcati, come disegnati: tre o quattro linee colorate di note a cera che fanno un motivo semplice, cantabile. Mentre sotto Christoffer Brøchmann Christensen gioca con i suoi sonagli, piatti vellutati e il rullante, i tom, in progressione kraut come in V.II, o in velocità jazzanti o vagheggiamenti orizzontali dove sembra fondersi con aurore improvvise di tastiera. A questi due dischi si aggiunge l'ultimo splendido dei Causa Sui, Vibraciones Doratas, in vinile verdino, declinante verso il turchino. Disco possente, di complessione stoner, di pietraie sobbalzanti, raucedini di distorsore; ma come sempre nei Causa sui all'improvviso si placano vaporando in sfondi di tastiera, arpeggi di basso, chitarra arabescante, rimuginante le proprie efflorescenze nel mezzo di El fuego. Stardust Rituals degli Electric Moon ha l’unico difetto di qualche maniera d’oriente, già dalla copertina, mentre gli Spacelords di Water Planet sono l’ennesimo balocco, feticcio in vinile schizzato di asteroidi su sfondo petrolifero - aerostazione d’estrazione di propellenti alieni, e cane-macchina a dominare su Urania con falangi di robot aguzzi che sguazzano in pozze d’acido lattico -: tutto un fenomeno, una poetica consapevolmente stereotipata dello spazio, del viaggio interstellare, con sibili, spie accese, scie celesti disegnate su un foglio di buio.


Ana Lily Amirpour

It's an original song written by Karen called YO! MY SAINT.  Amazing song. I directed the accompanying film and we came up with the story together.
I really loved making this one so much- so excited to share it.

 

Alberto Asquini

Di musica bella, bellissima ne esce sempre molta. Negli anni mi sembra d’essermi impigrito via via sempre di più, nel restringere le esperienze d’ascolto, nell’andare a colpo sicuro o quasi, senza osare più troppo. Nel tentare di non sprecare tempo con progetti che magari mi annoierebbero, magari mi farebbero schifo o chissà che altro. Sarà che col tempo si diventa più difficili, sarà che mi accorgo di essere forse un pelo meno curioso. O meglio: di non avvertire più quell’impazienza verso qualcosa. Salvo rarissime eccezioni (vedi Mesh, che pure un po’ mi ha deluso, dato che l’album è solo bellissimo), forse sono diventato meno bulimico. E, a fronte di questo, mi ritrovo anche ad essere finalmente uscito da certe logiche di consumo della musica, di essermi liberato, di vivermela sempre più come piacere da incastrare nelle mie cose, e non viceversa. Per dire: ho trovato pace infinita nel disco di Kara Lis-Coverdale che mi pare davvero una piuma. L’ho ascoltato decine e decine di volte e quest’anno, per quanto mi ha tenuto per mano, non esiste null’altro o quasi. Non vorrei altro nelle mie cuffie. E così anche nei concerti. Che vorrei fossero sempre più momenti speciali, non appuntamenti ai quali presentarmi. E allora da Roma via di andate e ritorni in solitaria di aerei per Londra o treni per Padova nel batter di 24 ore o meno per un Gas o una Grouper. E chissenefotte di concerti in posti brutti, dove si sente male, con persone orribili. Magari solo per il gusto di eliminare dalla to-do-list un artista che avrei voluto vedere da tempo. Insomma mi sono accorto di essere cresciuto, o invecchiato. Che poi, credo, sia la stessa cosa.

 

Pietro Bianchi

Chi è solito frequentare i bar a tarda ora, soprattutto i dive bar o quei pub che riescono a mantenere un’atmosfera sufficientemente tranquilla anche per quella strana figura che è il bevitore solitario, avrà senz’altro provato la sensazione imbarazzata che arriva al momento della chiusura. Spesso, soprattutto nei dive bar più bui come capita in America dove la luce è talmente poca che quasi non si riesce nemmeno a trovare i soldi nel portafoglio (o forse è colpa dell’alcol?), capita di essere quasi abbagliati quando si accendono le luci che indicano che il bar sta per chiudere. Le Ugly Lights le chiama Miranda Lambert, starlette del pop country americano che ha avuto un 2017 in stato di grazia, sono proprio quelle che fanno de-sublimare l’atmosfera del bar notturno, che riportano tutto alla bruttezza della realtà, dove non c’è più il romanticismo maledetto del bar, ma solo una serie di vite che stanno andando a rotoli. È una delle tante canzoni memorabili di un album pazzesco, The Weight of These Wings, un doppio che è uscito negli ultimissimi giorni del 2016, ma che ha avuto la sua vita nel 2017. È una sorta di concept album nato dopo il chiacchieratissimo divorzio da Blake Shelton che prova a riflettere su una donna adulta presa tra il lutto di una perdita, la fine dell’innocenza, e la sopraggiunta consapevolezza della limitatezza della propria libertà. Insieme a From a Room: Volume 1 e From a Room: Volume 2 di Chris Stapleton, usciti in estate e nei primissimi giorni di dicembre, sono le due vie con cui il pop country americano – un mercato che tradizionalmente è sempre vissuto solo di singoli – ha provato a pensare alla forma album. Che è forse la forma giusta per due cantautori e interpreti tanto profondi come Lambert e Stapleton.
Nell’hiphop è stato invece l’anno del quarto capolavoro di Kendrick Lamar, dopo Section.80, Good Kid, M.A.A.D City e To Pimp a Butterfly, Damn è un’altra pietra miliare del rap dei nostri anni che abbandona la forma del concept album ma che raccoglie alcuni dei suoi pezzi migliori di sempre. Tuttavia è difficile non pensare che il 2017 sia stato l’anno dell’affermazione planetaria della trap (e basta vedere la reazione del pubblico di Lagos in Nigeria a “Bad and Boujee” dei Migos per capire che quello che c’è dietro è tutt’altro che una degradazione disimpegnata dell’hiphop). Quindi Culture dei Migos, lo splendido e sottovalutatissimo Pretty Girls Like Trap Music di 2 Chainz, ma anche naturalmente il dittico FUTURE e HNDRXX di Future, per non parlare dell’anno di grazia di Gucci Mane, davvero rinato dopo l’uscita dal carcere. Droptopwop (un collaborative album con Metro Boomin) e Mr. Davis sono due tra i migliori album della sua carriera e tra le cose più pensate e coese che abbia mai registrato (anche se a noi manca un po’ il Gucci drogatissimo e nichilista da 15 mixtape all’anno… ma siamo anche contenti che ora stia meglio soggettivamente). Andrebbero ascoltati entrambi accompagnati dalla lettura della sua splendida autobiografia, uscita anch’essa quest’anno: una specie di outtakes di The Wire. Ma il disco che forse ha sorpreso un po’ tutti – dalla GOOD records di Kanye West – è stato No Dope on Sundays di Cyhi the Prynce. Se ci chiedessimo che cosa hanno in comune tutti questi album (escluso Kendrick), faremmo una scoperta abbastanza stupefacente: sono tutti di Atlanta, Georgia (o comunque di quell’area urbana), un altro segno dello stato di grazia che sta vivendo l’hiphop del Sud degli Stati Uniti in questi anni. Ma certo qualcosa fuori dalla Georgia è comunque accaduto, come Big Fish Theory di Vince Staples e una grande sorpresa dal rap old school, come Which Way Iz West di McEiht.
Ma se dovessimo dire quale è stato l’evento musicale dell’anno, difficile per quelli che ci sono stati non nominare il concerto di Modena Park di Vasco Ross dell’1 luglio. È un peccato che una coltre di semplificazioni e luoghi comuni impedisca ancora che si prenda sul serio la scrittura di uno dei più grandi cantautori italiani degli ultimi decenni (un fenomeno che parla più dell’odio di classe verso l’espressione della cultura della provincia che di veri e propri apprezzamenti musicali), ma per Vasco Rossi vale un po’ quello che amano dire i fan di Springsteen: il mondo si divide tra quelli che lo amano, e quelli che non l’hanno mai visto dal vivo. E aggiungiamo noi: peggio per loro.

 

Renick Bell

My world has considerably expanded in 2017. Let me tell you how the year went down. I have cataloged a very personal list of the highlights of 2017, but I've invariably left out important people and things; I hope you and the people I have neglected will graciously forgive me for my omissions. I highly recommend the outlets and artists listed below. I have been working with them because we share ideas and feelings about how art should be.
Guest mixes:
This year I really got into doing mixes. Radar Radio in particular gave me an outlet through mixes for Oli XL (top Swedish producer of forward-thinking bass music) and UIQ node Lanark Artefacts. In November, I started my own monthly hour-long show, which has been an intense and rewarding experience. I was also really grateful for Mumdance inviting me to do a mix for his Rinse FM show. Lee Gamble brought together most of the UIQ crew with mini-mixes for his last show of the year on NTS. Working with the UIQ crew (especially N1L, Zuli, Sim Hutchins, and CXLO) has been gratifying.
Releases:
I didn't manage to get a full-length release out in 2017, but I still released a lot of music. Besides the many things I put out on my SoundCloud account - an EP of Fractal Beats, a few tracks including one with frequent collaborator KΣITO, and several live recordings -- I had tracks on a number of compilations.
One was for Vancouver-based Decoy Magazine and included some algorithmic drawing and design that I did especially to accompany that track. Another track was for the Beatgatherers label. They are patiently waiting while I finalize an EP of tracks for them, hopefully coming early next year. Seagrave also gave me the chance to put a track on an excellent compilation, and Conditional Recordings gave me the same chance to include a track amongst amazing tracks from a lot of friends. Another of my collaborators, Steph Horak, edited a track out of a live recording, and it was included on a compilation put together by Atau Tanaka and released first with Wire Magazine and later on NX Records. Steph and I have some releases coming up and hope to be doing more shows together in the coming year.
Spednar's Cosmic Sound also broadcast one of my live recordings.
I have an album for Halcyon Veil that has been under works for a long time. It may not make it out by the end of this year, but it's coming imminently. It's been a pleasure working with Rabit and crew like Jesse Osborne-Lanthier and Lane Stewart on the release, and I'm excited that I am going to be able to share it with everyone very soon.
Collaborators:
I've been really fortunate to work on many collaborations this year.
The inimitable Fis and I worked very hard to finally enjoy a really fun set at Berlin Atonal this past summer and make an unforgettable experience (for me, anyway). Steph Horak and I were able to continue the collaboration that we started last year, with her on processed vocals and effects and me doing my live coding, which has been satisfying in many ways.
Metome, a favorite producer and nice guy in Kansai, asked me to do a remix which I think comes out soon. You can hear it now in the mix that Lanark Artefacts asked me to make for his excellent Radar Radio 24 hour takeover.
My collaboration with Analchang is an important one. Her unique vocals and performing style are superfun to accompany, and I'm grateful for her confidence in my sound. We couldn't manage as many performances this year as last, but those were special, and we hope to have an album out next year.
There are several people that I've worked with in the past year on music that will be released next year.
One is Jason Kerley, a British producer now based in Glasgow. KΣITO, who has graciously traced my beats with his MPC-style drumming, recorded material with me that we edited down into one track this year, and we hope to release more in the coming year. Another is Lilium Kobayashi, with whom I've had many educational conversations. She has put out good records this year, and she kindly helped me to put together an intense 160 bpm track hopefully coming out next year.
Meuko Meuko has been a constant supporter. She put out a great EP this year, and her live performance at Kagurane in Tokyo was one of the best performances that I have seen this year. We have a number of tracks that will hopefully be out next year, including the one that I used to conclude my Unthinkable mix a while back. Her patience is amazing! A fun studio session took place with her and Foodman in Tokyo, and we hope to have that music released in the coming year.
I have also been fortunate to be accompanied live by visual collaborators, including the formidable software developer Hexler -- check out his TouchOSC and KodeLife applications -- and Naoto Bando.
Many people have collaborated with me on events, and Conditional artist and friend Moxus has been instrumental to my activities in Tokyo. He's producing powerful and unique algorithmic music, and he does it live through live coding, which is also a must to see if you have the chance.
Live coding and Algorave pioneer Yaxu continues to be a massive influence in my life. Ever since his seminal 2004 article "Hacking Perl in Nightclubs", not to mention recordings of his band Slub, my course has been swayed. He has kindly supported my participation in a number of algoraves, and we have exciting things planned for next year.
Other events, like the Berlin Atonal event and corresponding New Assembly Tokyo were crucial to how this year developed. These events were full of essential performances and are still shaping the development of my practice. Not only at the Tokyo New Assembly event, Atsushi Maeda at Contact in Tokyo has been a key supporter, as has Napalm Kataoka and Kato-san of Kato Massacre at Forest Limit. The Circus Tokyo crew also stepped in when I was I need.
The crew at Macao hosted me for an extraordinary event this year, and along with the Haunter Records, they have given unwavering moral support. Daniel M Karlsson, another Conditional artist, hosted me in Stockholm. Our discussions have been constantly on my mind since that residency at EMS, and I frequently revisit the sounds of his super album this year.
Masataka Takahashi has also supported me so much by including me repeatedly in his Nonlinear-nauts event series in Tokyo, an event that you should attend if you are lucky enough to be in Tokyo when one is held. Hideo Nakasako, of the venue Stomp in Osaka, has been producing strong tracks and generously sharing them with me. He also included me in a memorable ambient event over the summer.
It is surely obvious that Conditional has been a very important label for me this year. Boss Calum Gunn and composer Phil Julian also gave me the chance to design the cover for Phil's stimulating album out this past year.
Working with the algorave scene continues to be among my most fulfilling experiences, and I have especially high expectations for how these artists and this culture develop.
Chevel's Enklav is going in exciting directions, and I'm working on plans with them. Seagrave has also been super-helpful, consistently putting out good music and helping me to work on a project.
Quantum Natives continues to be a vital collective, rightly earning a feature on the cover of Wire. One of the top Quantum Natives highlights for me this year was getting a mention in the lyrics to Recsunds crazy and danceable Intellectual Reject album.
There have been many releases and performances that have shaped my thinking this year.
Regarding music has come out this year, there are so many good things on Conditional. Conditional artist Kindohm has supplied me with a steady stream of hot unreleased tracks. Haunter Records releases have been on point; meeting Petit Singe and Aisha Devi this year were definite high points. The unstoppable Yoshitaka Hikawa simply overwhelms with high quality output. Rabit's new album provides new hints on each listen.
I'm really happy about people doing experiments with rhythm, like on the obvious releases by Jlin, M.E.S.H., and Lee Gamble. More locally to me in Japan, DJ Fulltono and Ena have been among the things that I have listened to the most, and they have repeatedly demonstrated their mastery live. Those performances by Fulltono and Ena are easily the top live performances I've experienced this year. RP Boo was another superior and uniquely rhythmical live DJ set, not to mention the fact that I'm still constantly playing his guest mix for Covco.
I've seen amazing live performances from Dane Law, Ewa Justka and Telefon Tel Aviv this year. The duo of Off<zz (Anne Veinberg on piano and Felipe Ignacio Noriega on laptop) have a conceptually super-sharp set of pieces which are executed with precision and worth seeing. Alo Allik and Sharon Gal improvised an astonishing set at Cafe Oto in the summer. Joana Chicau is a live coder, designer, and dancer who is making urgent hybrid performances, that while not traditionally musical, are arresting. Using all of these methods, she does startlingly original performances which should be seen.  
DJs like Covco, Mumdance, and Logos have put out mixes that I have listened to repeatedly.
Some releases that have stood out for me this year include albums by Fis and Rob Thorne, Miri Kat, AGF, Algobabez, Second Woman and Caterina Barbieri. I'm super excited about the label Outlines, run by Pawel Paide Dunajko, which is putting out remarkable experimental and minimal footwork from people like DJ Fulltono and AGF.
Visually I've been influenced by the historical works of Vera Molnar. Manfred Mohr continues to produce exciting algorithmic drawings, as does Satoshi Aizawa.
Thank you for going over these activities with me. I regret the things that I've inadvertently neglected in this list. If you follow my Twitter feed, you can get my recommendations in realtime. I hope your 2018 is as fruitful and enjoyable as my 2017 has been.

 

Marco Caizzi

Dopplereffekt – Cellular Automata (Leisure System)
EX03 – Various (Ekster)    
Golden Cup – Futura (Soave)
Bjork – Utopia (One Little Indian)
Diggin' in the Carts - A Collection Of Pioneering Japanese Video Game Music – Various (Hyperdub)
Ryuichi Sakamoto – Async (Commons)
Joshua Abrams – Simultonality (Eremite Records)
Nico Niquo – In a Silent Way (Orange Milk)
Visible Cloaks- Reassemblage (Rvng. Intl)

 

Michele Casella

Protomartyr – Relatives In Descent: l’urgenza espressiva che trapela da ogni colpo di batteria, da ogni eccesso di chitarra, da ogni singolo verso, per un album che contiene l’unico brano realmente significativo di questo 2017, Night-Blooming Cereus. «Only in darkness / Does the flower take hold / It blooms at night».
Trouble – Snake Eyes: oscuro come la pece, inquieto come il blues e rutilante come il jazz, un EP semplicemente perfetto.
Omni – Multi-task: la tecnica del math rock e la sfrontatezza dell’indie sintetizzati in un disco senza difetti.
Colin Stetson – All This I Do For Glory: ossessivo e visionario, potente e complicato, un album che incrocia classicità e avanguardia.
King Krule – The Ooz: un album semplicemente oscuro e sublime, che non teme lo scorrere del tempo.
Oh Sees – ORC: il disco della maturità per la più folle garage band del pianeta.
V.A. – Twin Peaks: Music From The Limited Event Series: una raccolta così varia, sorprendente e destabilizzante da restare nella storia dell’audiovisivo.
The Black Angels – Death Song: un’immersione psicotropa che può durare una vita.
Kamasi Washington – Harmony Of Difference: il jazz spiegato ai bianchi.
OCS – Memory Of A Cut Off Head: il disco più beatlesiano della più grande garage band del pianeta.
Godspeed You! Black Emperor – Luciferian Towers: la magnificenza dell’apocalisse annunciata.
The xx – I See You: L’istantanea perfetta fra pop intimacy e attitudine dance.
Beck – Colors: il terzo volto di Beck, quello più scanzonato e ritmicamente dinamico, felicemente eighties.
Cigarettes After Sex - Cigarettes After Sex: già un classico delle dark ballad, romanticamente calligrafico.
Can – The Singles: le radici del ritmo contemporaneo.
Princess Nokia – 1992 Deluxe: un’ aggressione rap al gusto bubblegum.
The Clientele ‎– Music For The Age Of Miracles: perennemente fuori dal tempo, la golden age della forma canzone.
Jeff Tweedy – Together At Last: scarno ed essenziale, l’unico modo per conoscere davvero il genio di Tweedy.
Suicide ‎– First Rehearsal Tapes: semplicemente imprescindibile.
Mount Kimbie – Love What Survives: la nuova elettronica incontra la sua matrice indie.

 

Valentina Dell’Aquila

 

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Focus Groop- Refractional - Celestial Trax - Manifestation of Delusion - Slender - It exists to make the world feel nice - Robedoor - Age of Sewage - Dauðyflin - Ofbeld - Reinhard Voigt – Apocalypse Mau - Porter Ricks - Sandy Ground- Skullflower – Yuggoth Within - Gas Narkopop 10 - Ekoplekz – Jacktrak - Lee Gamble – Swerva - Voigt & Voigt – Sanfte Grusse - Pulse Emitter – Mauna Loa -Dopplereffekt – Von Neuman Probe - Voigt & Voigt – Tribute to a Greek God



John Duncan

Favorite videos 2017:
Horror Obsolete Endless Mardi Gras - John Duncan
Image sequences interwoven between drone images of destroyed cities and visually amplified pornography to contrast the illusion of human affection with the reality of its absence, to cut between alluring promise and total despair, punctuated by sudden, stark narration and edited to the soundtrack of Mantra.
Ur Sonate Live- John Duncan
Guests invited to the closing of the first exhibition at Narkissos Gallery form the voices of this choral version of Kurt Schwitters' Dada classic Ur Sonate, performed live and unrehearsed.
Terra Amara - John Duncan and Coro Arcanto
A capella arrangements directed by Giovanna Giovannini of Pere Ubu's Dark and Final Solution, Dr. John's Walk On Gilded Splinters, and Red Sky, performed live at Teatro San Leonardo for AngelicA.
Caged - John Duncan
Narration and a Serge soundtrack support the endless circling of a caged dog, the narration ending with: 'It's all part of a game between the guards who follow the rules and the inmates who defy them, both sides slaves to a system that cares nothing for them except as feed.'
Favorite music 2017:
Tentacles and Human Cylinders - John Duncan and Nayantara Bhattacharya Reed
Composed with field recordings of nuclear attack warning sirens and vocals with words by Antonin Artaud and Mina Loy.
Mantra/ Ur Sonate Live - John Duncan
Cd released in limited numbered edition by iDEAL, Gothenburg.  The complete versions of MANTRA, used as the soundtrack to HORROR OBSOLETE: Endless Mardi Gras, and the complete choral performance of Kurt Schwitters' Ur Sonate.
Klaar - John Duncan
LP release by Oren Ambarchi's Black Truffle records of mid '90's experiments for field recordings and voice recorded in and around Amsterdam.
Four Views of a Secret - Jim O'Rourke
CD release in limited edition not for sale.

 

Cecilia Ermini

In ordine di ossessione.
Tzusing - 東方不敗: l'industrial massiccio scopre l'erotismo della riflessione.
Pallbearer - Heartless: l'acme assoluto del doom metal.
Here Lies Man - Self Titled: who says a funk band can’t play rock?
The xx - I See You: Jamie xx è già il futuro.
King Gizzard & the Lizard WizardSketches Of Brunswick: 11 album in 5 anni. ‘Nuff said”.
Kendrick Lamar - Damn: l’unica leggenda moderna.
Thundercat - Drunk: la commedia dell’assurdo della fusion.
The War On Drugs – A Deeper Understanding: Grandeur et décadence del Philly Sound.
Princess Nokia – 1992: Perché siamo tutte “nerdy girls with nymphomanic tendencies”.
Tyler The Creator – Flower Boy: Il seducente dubbio dell’instant classic.
Ryuichi Sakamoto – Async :Il magico accordo fra dissonanza e armonia.
Juliette Armanet – Petit Amie: Véronique Sanson nel 2017.
Giuvazza – Nudisti Al Sole: l’antidoto al piattume italiota.
Todd Rundgren – White Knight: l’ultimo genio musicale ancora in vita.
King Krule - The Ooz: la crasi fra Tom Waits e Mick Jones.
LCD Soundsystem – American Dream: James Murphy still playing at my house.
Phoebe Bridgers - Stranger In The Alps: l’alternative soundtrack di Sils Maria.
Sparks – Hippopotamus: il miglior comeback dell’anno.
Vince Staples - Big Fish Theory: il rap filtrato dai Joy Division.
Fabiano Do Nascimento - Tempo Dos Mestres: l’evoluzione di un pentagramma immortale.



Errorsmith

Twin Peaks: I enjoyed the new season. It had some great short moments (“i’m not your foot!”) and longer moments (the whole episode 8, which was wtf!) and some weird filling time moments (10 minutes of someone wiping the floor)
 Ghost in the Shell: the look and visual effects of the movie blew me away. didn’t like the typical predictable hollywood storytelling near the end though.
 Sounds of Sisso (Nyege Nyege Tapes)
Never heard anything quite like this. Outstanding. After hearing it you might be bored by everything else. Includes tracks that are 235 bpm fast!
 Ziúr – Cipher (U Feel Anything? - Planet Mu)
Top album with very unique style which i would describe as funky doom!
 Rian Treanor - Live show
The best live set i heard this year containing new unreleased tracks. Hope they will come out soon.

 
Yann Gonzalez

J’ai été marqué cette année par la réédition (chez RVG Intl.) des plus beaux titres de Pauline Anna Strom, une musicienne aveugle qui a essentiellement travaillé dans les années 80. Une collection de morceaux ambient, forcément mélancoliques, mais sur lesquels plane l’espoir d’une nouvelle ère, ce dont on a sacrément besoin en ce moment…



Héléna Klotz



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Zan Lyons

2017 has been an exceptional year in gaming. With the release of Nintendo’s switch and an enviable about of incredible Playstation titles. Interactive entertainment is entering a golden age Hellblade tackles the subject of schizophrenia in an epic and unnerving nordic adventure. The game’s developers, Ninja Theory even donated some of the games profits to charity ‘Rethink Mental Illness’. Amazingly, Hellblade was produced independently with just a small number of developers with the game’s video editor Melina Jürgens taking on the role of the main character, Senua. Poland is quickly becoming a gaming powerhouse with CD Project RED’s Witcher series, Techland’s Dying Light and many many more titles. This year is no different. Cyberpunk action game Ruiner and Rutger Hauer-starring Observer have proven to be two of 2017’s standout titles. Members of CD Projekt RED also worked on my personal game of the year, Horizon Zero Dawn. In a distant post-apocalyptic future, humanity has reverted to a tribal state and large mechanical creatures roam the baron earth. We assume the role of Aloy, a motherless outcast in search of the secrets of planet. To say any more would be to ruin a narrative on par with James Cameron’s best. The voice acting is equal with that of the greatest works of cinema and the cast are made up of a diverse array of characters each giving a different insight into this magical and often menacing world. Visually the game pushes every pixel out of the PS4 and the results are stunning. It’s no surprise that the game’s Decima engine is being used on Kojima productions’ forthcoming game Death Stranding. There was a time when Games liberally borrowed from cinema, Metal Gear Solid plays like a homage to the silver screen and countless titles have referenced Blade Runner. Now the tables are turning. The real auteurs are undoubtedly people like Neil Druckmann, Amy Henning and Hideo Kojima. They craft vast interactive environments with a detailed precision that makes you feel like you are experiencing their personal vision. Gaming is now, in my opinion, the most inspiring medium. The spirit of anarchic innovation that embodied the music scene in the 90’s can now be found with the indie game developers of Eastern Europe. As for movie blockbusters, I can’t think a film that competes with the excitement and intensity of Guerrilla Games’ output. While Franchises, remakes and superhero films clogged our cinema screens for much of the year, games are taking more risks, pushing more boundaries, exciting more people than ever before and showing why this is the most important narrative form right now. 

 

Luxa

Dall'anno prima degli anni prima (e fuori tempo: 1979 di Deru e Voice Is The Original Instrumenti di Joan La Barbara), del 2017, più che gli origami mnestici autogenerativi di textures sempre più lexiose Vs. gli asset globalisti identitari poligender modulari, uniti dal poema criptato del “nastro” di TCF rimangono solo diversi tones to facilitate travel through time: la gioia di ascoltare finalmente in vinile The Collapse Of Modern Culture di Urban Tribe ed Hex dei Bark Psychosis, il Motore Immobile di Giusto Pio, il Crystal di Maggi Payne, i sempre numerosi Children Of Alice, Grouper nella Sala Dei Giganti, la straripante Poiemusia – La Nau Dels Argonautes di Pep Llopis, The Caretaker che sul palco con Weirdcore si ricorda di quella sera al Barbican in cui stavano guardando una performance che avevano già fatto (e regalato al pubblico durante il cambio palco), una scatola di cassette riesumate con John Fahey che suona come Russian Tsarlag con gli Ash Ra Temple, Gas all'Heart Of Noise che in realtà è un Tribute To A Greek God di Voigt & Voigt...per un anno che rimarrà per sempre un tributo alla mia propria Greek Goddess.

 

Bertrand Mandico

Cette année, je me suis perdu dans des nouveautés musicales, des réeditions et des occasions que j'ai pu glaner par chance et hasard. Mon rapport à la musique est toujours lié au cinéma, l'un ne va pas sans l'autre.
Badalamenti - Twin Peaks 3 (nouveau): tout comme la série, la musique de Twin Peaks 3 est une merveille de sensibilité, de fragilité, de mélancolie. La musique de Badalamenti embrasse la notion de vie et de mort. Cette musique m'accompagne partout, même sous les eaux froides.
Carl Stone – Electronic Music from the Seventies and Eighties (reedition): un ami m'a offert ce disque extraordinaire, touchant et hypnotique. Les tous premiers travaux de Carl Stone me touchent particulièrment. Ils m'ouvrent l'esprit et m'invitent à imaginer des histoires sans fins.
Johnny Jewel - Windswept (nouveau): Johnny Jewel a participé à la musique de Twin Peaks 3, certains morceaux de son disque Windswept se retrouvent dans la série de David Lynch. Jewel est un musicien extrèmement talentueux et prolixe, se cachant derrière des noms de groupes variés: Candy Glass, Chromatics... Il collabore de plus en plus avec des cinéastes, il a pris pour muse les films réels ou fantasmés.
Jim Williams – A Field In England (nouveau): Jim Williams a commis la musique de A Field in England et de Grave, son approche musicale très singulière, accompagne les images filmées vers une gravité jamais évidente.
Nicolas Winding Refn Presents: The Wicked Die Young (nouveau): Refn agace pas sa mégalomanie, il appose ses initiales sur les disques, sur les dvd, donnant une sorte de caution de bon goût à tout ce qu'il parraine. Mais je dois avouer, que je suis très amusé par cette posture. J'ai beaucoup aimé son Neon Demon et la musique extraordinaire de Cliff Martinez. The Wicked Die Young propose un florilège des sources d'inspirations musicales de Refn pour son Neon Demon. Une ballade Pop aussi jouissive qu'une sucette acidulée, ensanglanté.
Tsutomu Ōhashi - Geinoh Yamashirogumi (occasion): Tsutomu Ōhashi est connu pour la musique folle qu'il avait composéz pour Akira. Geinoh Yamashirogumi est une composition expériementale antérieure à Akira, qui contient deux morceaux, un morceau sur chaque face du disque, un voyage mental et tribal.
Disasterpeace - Rise Of The Obsidian Interstellar (nouveau): Disaterpeace s'est fait connaitre pour des musiques très sensibles de jeux vidéos, il a aussi composé la BO extraordianire de It Follows. Rise of the Obsidian Interstellar est sa toute nouvelle composition pour un jeu vidéo auquel je ne joeurai jamais.... Je me contente de me perdre dans l'ambiance ouatée, nocturne et puissante tissée par Disaterpeace.
Divine - My First Album (occasion): Divine l'actrice star de John Waters est devenue une icône du Disco-trash avec des morceaux hallucinants de follie. Ce disque brut et punk est d'une drôlerie extraordianire, le vois comme un acte artistique radical, ludique, underground et populaire.
Ennio Morricone - Magdalena (reedition): Magdalena film Italien trouble et érotique, a été réalisé par un cinéaste Polonais Jerzy Kawalerowicz... Un film très étrange porté par la sublime musqiue d'Ennio Morricone, la bande originale comporte une de ses créations les plus connues, Chi Mai... Il faut voir ce film pour remetter cette merveilleuse musique dans son contexte initial. Je suis un inconditionnel de Morrcicone, génie musical... Ses musiques ont contribuées à mes premières extases cinéphiliques, quand j'étais enfant.
Cluster - Sowiesoso (reedition): cette rédition d'un des premiers disques de Cluster m'a rempli de joie. J'ai dailleurs utilisé un des morceaux presque enfantin: Es war einmal dans mon film Les Garçons Sauvages... Pouvoir assister au mariage de ses propres images sur une musique que l'on aime, est un grand moment d'émotion...
LA MUSIC DE PIERRE DESPRAT +++ Collabotation: Pierre Desprat est un jeune musicien français que j'ai rencontré cette année, il a composé grand nombre de musiques pour mon film. Il a un talent fou et a su traduire mes désirs musicaux les plus fiévreux, comprendre mes pulsions musicales avec grâce et inspiration... Un dique des musiques composée pour mon film va sortir sous peu...

 

Enzo Mansueto

Thundercat -Drunk: collaborazioni e direzioni centrifughe: scenari nuovi, dal riuso, sono ancora possibili.
Protomartyr - Relatives In Descent: Post-punk rock will never die!
Jlin - Black Origami: elettronica e ritmo, ritmo soprattutto, sono ancora territori ampiamente esplorabili.
Algiers - The Underside Of Powers: le Pantere Nere in un incubo sonico post-punk, con voci e suoni che sanno incendiare influenze centrifughe.
LCD Soundsytem - American Dream: James Murphy ha aperto un wine bar e si è rinnovato dopo il divorzio con Tim Goldsworthy: un sogno scuro e intenso.
Ty Segall - Ty Segall: album dopo album Ty ti ricorda che la chitarra è viva e lotta con noi! Una garanzia.
Mount Eerie – A Crow Looked At Me: intimità, triste autobiografia: un concept album come un buon libro per l’inverno.
Perfume Genius – No Shape: quarto album per Mike Hadreas: un angelo vocale e compositivo in costante crescita.
Jane Weaver – Modern Kosmology: se il Globo Argentato precedente ci aveva stupiti, qui il trip continua… Broadcast Underground?
Cigarettes After Sex – Cigarettes After Sex: il nome e il titolo dicono tutto…
Mogwai – Every Countri's Sun: una certezza, una fede, una colonna sonora del globo per gli ultimi decenni.
King Krule - The Ooz: il folletto postmoderno di decenni di british songwriting con la sintetica gioventù del 2017.
Kendrick Lamar - D.A.M.N.: anche solo per la traccia Pride.
Kelela – Take Me Apart: Soul, sensualità, musicalità: emersa dalle backlines, ora Kelela è qui per sedurre.
Here Lies Man – Here Lies Man: Black Sabbath, Afrobeat e psichedelia: shakerate bene e abbandonatevi!
Lana Del Rey – Lust For Life: la malinconia di Lana: l’inconsolabile che tutti vorremmo consolare…
Laurel Halo – Dust: do u ever happen? Una domanda del genere non lascia indifferenti e la produzione spiazza e coinvolge.
Mount Kimbie – Love What Survives: i due featuring con James Blake sono il miglior ultimo James Blake, collaborazioni scintillanti.
Sleaford Mods – English Tapas: cominciano a diventare un po’ petulanti… ma spaccano e divertono ancora.
Big Moon - Love In The 4th Dimension: sì, si può essere nostalgici del britpop! 

 

Giona Nazzaro

Ibeyi – Ash: Il più giusto. Il più avanti. Epocale.
Kamasi Washington – Harmony of Difference: Il suono dello spirito universale.
Amadou & Mariam – La Confusion: Ritorno a Bamako.
Run the Jewels -3: Hip-Hop. E basta.
Slowdive - Slowdive: Meraviglia inattesa.
Ariel Pink - Dedicated to Bobby Jameson: Canzoni come non se ne sentivano da molto tempo.
Arca – Arca: Forse la cosa sonicamente più sorprendente.
Perfume Genius – No Shape: La riattualizzazione di Jobraith.
Cody ChestnuTT – My Love Divine Degree: Sweet Soul Music.
The xx – I see you: Traslucido e documentario.
OMD - The Punishment of Luxury: Un colpo da maestri inatteso.
Ryuichi Sakamoto - async: Commozione purissima. Ritorno alla vita.
Robert Plant - Carry Fire: Mai guardare indietro. Urgente e dentro le cose.
Gary Numan - Songs from a Broken World: Nostro Signore della distopia.
Hermeto Pascoal - Viajando Com O Som (The Lost '76 Vice-Versa Studio Session): un genio totale. Provare per credere.
Electronoir - Suzu: il miglior disco italiano dell'anno.
Thundercat - Drunk: Fusion si può dire.
Fela Kuti - Vinyl Box Set 4 (curated by Erykah Badu): l'Afrobeat più militante e urticante.
Mary Epworth - Elytral: elettronica modernissima.
King Krule – The Ooz: Nottetempo, casa per casa...
Bonus track: The Dream Syndicate - How Did I Find Myself Here?: Il ritorno.
"Cosa" musicale dell'anno: Dies Irae di Nora Orlandi in Les Garçons Sauvages di Bertrand Mandico.

 

Nico Niquo

Just last month, my friend Justin – who records as ju ca – released his debut LP Overture, and I couldn’t have anticipated how much it has come to resonate with me, quickly affirming itself as one of my favourite releases of the year (despite Justin himself already moving onto new projects).
Looking back across experimental music, 2017 seems like Ambient’s year, for better or for worse. Perhaps as a producer and DJ whose style is heavily tied to Ambient and Drone music, I am looking at this from a super-involved and narrowly-minded perspective, but I couldn’t help but notice the deluge of projects, events, festivals, and releases that are of a more dinstinctly “ambient” bent, not to mention artists from different genres who are now factoring ambient gestures into their own work.
Amongst the torrent of content, ju ca’s album stands up as somewhat familiar and approachable, but teeming with very sensitive and maturely composed details that emerge over repeated listens, perhaps bringing to mind Harold Budd’s more electronic collaborations – as well as a whole host of minimalist Japanese artists from the 80s to now.
Around this time last year, Justin and frequent partner-in-crime Corin suggested that I look into the work of Ryuichi Sakamoto, an obvious titan within the worlds of ambient and electronic music that I had never really clicked through far enough to hear things aside from ‘Merry Christmas Mr Lawrence’ or ‘Rydeen’.
As if on cue, Sakamoto graced us with my favourite record of the year, async. Even in its disparate assemblage, I find its melodies haunt me in my own hums as I do household chores, its poetry and spoken word float in my head at work as sentimental, existential musings, and its clanging, dubby chords eat away at my confidence as I sit at my computer to write my own music. The 0PN and Motion Graphics remixes aren’t half-bad, either.
Alongside a strong return from my long-time favourites Bing & Ruth with No Home Of The Mind and a whole bunch of wacky dance-floor slammers from UK label Whities (Lanark Artefax and Minor Science in particular), I’ve paid a lot more attention to my immediate surroundings in Australia. Both OBA’s Amygdala and Tourist Kid’s Born To Do It were stunning releases I had eagerly awaited after hearing demos or live versions throughout the year – I’m sure they’ll be well-noted following later releases.
Looking further afield, however, I’m continually impressed by Call Super’s output, and his album Arpo follows closely behind Sakamoto in my cataloguing of favourites of the year. Imbued with more of the qualities and form of his first album than his 12” singles, it occupies such a rare space that feels romantic, curious, bizarre, and unpredictable – quite different in sound but very similar in scope to Laurel Halo’s Dust, another strong contender for the year gone by.
I do wonder if Ambient music will reach a kind of critical mass in the year to come, but it’s hard to see how, given that pivotal figures and scenes seem to be going from strength to strength.

 

Onga (Boring Machine)

Mi pare che il 2017 sia stato, più dell’anno precedente, un anno in cui darsi forti pacche sulle spalle tra i soliti quattro gatti, il tutto mentre i topi stanno abbandonando la nave da un bel po’.
Invece che fare autocritica da una parte e fare gruppo dall’altra, la tendenza è stata più che altro a fare distinguo, a guardare con sospetto, a passare all’incasso facile alla prima occasione.
Per fortuna, tafazzismo a parte, sono usciti un sacco di bei dischi durante quest’anno, in mezzo al sacchissimo di dischi inutili che escono tutti i giorni. Ne ho scelti solo dieci, quelli che ho ascoltato di più in assoluto, a volte ossessivamente per giorni di fila. Li metto in ordine alfabetico che affidargli un livello di importanza, dopo questa scrematura, mi imbarazza.
Blak Saagan - A Personal Voyage (Maple Death)
Un disco spaziale, per davvero, che racconta una lunga storia di pianeti e galassie, sotto l’ala protettrice del più grande divulgatore scientifico di sempre.
Dean Hurley - Anthology Resource Vol.1 (Sacred Bones)
Lo ammetto, colpa sicuramente della fotta pazzesca dovuta al ritorno di Twin Peaks per la terza serie. Più che un disco, come comunemente inteso, un collage tratto dal sound-design della nuova serie, che per via di roba weird ed oscura è il più bello del momento.
Ellen Arkbro  - For Organ and Brass (Subtext)
Sembra che piaccia a molti, lo spero davvero e che non sia solo una posa. Io lo ascolto dovunque, dallo stereo, dal computer, in macchina a tutto volume. Sempre uguale e sempre in movimento. Forse IL disco dell’anno.
Lea Bertucci - All That is Solid Melts Into Air (NNA Tapes)
Vista dal vivo non mi ha steso al 100% ma questa cassetta l’ho ascoltata parecchie volte e dopo che l’ho tolta per un po’ di tempo, mi è rivenuta voglia di metterla su. Rarità questa.
Punctum - Remote Sensing (∑)
Si certo, Caterina Barbieri col suo doppio LP su Important ha fatto un lavoro, ahem, importante, ma io mi sono completamente innamorato di questo suo disco assieme a Carlo Maria, autore tra l’altro di un pregevole disco solista. Un mondo distante e tecnologico rappresentato attraverso l’uso di due macchine fondamentali per il mondo della techno, le Roland 303 e 606, senza fare (in senso stretto) la techno.
Sarah Davachi - All My Circles Run (Students of Decay)
L’anno scorso Dominions era tra i miei dischi dell’anno e anche nel 2017 Sarah Davachi rimane tra le cose che ascolto più spesso e con più gusto. Vista dal vivo a Standards a Milano, è riuscita a modificare lo spazio-tempo, quando ha smesso pensavo avesse iniziato solo cinque minuti prima, talmente ero immerso nel suo suono.
Snapped Ankles - Come Play the Trees (Leaf)
Ci vuole ogni tanto un disco divertente? Ci vuole dai. Questo mi ha divertito moltissimo e mi pare che non segua per niente le mode, oppure sono io che non le seguo e mi sto sbagliando di brutto. Ottimo direi.The Necks – Unfold (Ideologic Organ)
Il trio che mette d’accordo tutti, che fa muovere le persone per chilometri per un loro live visto che nello stivale non è che ci vengano ogni due per tre, tipo Apparat. Disco di una apparente stasi infernale, che invece si muove sotto la corteccia cerebrale e ti trasporta non sai nemmeno dove.
WK569 – Omaggio a Marino Zuccheri (Boring Machines)
[CONFLITTO DI INTERESSI ALERT] Questo l’ho fatto uscire io, ma è un disco così pazzesco che se fosse uscito per qualcuno altro mi sarei incazzato tantissimo per non averlo fatto uscire io. Alla faccia di tutti i trend, che accelerino o meno, computer music scritta su carta, tradotta in codice macchina autogenerativo, filtrata dai synth, ri-suonata e ri-filtrata fino a diventare un inferno di note sintetiche in continua evoluzione. Ho detto pazzesco?
Yair Elazar Glotman – Compound (Subtext)
Non bisognerebbe fidarsi dei consigli della propria filter bubble social. Perchè, dopo uno, due, tre consigli buoni, si finisce a credere (aka comprare) ciecamente tutto quello che i tuoi contatti ti dicono. E’ così che è andata e sempre grazie Francesca per aver segnalato questo figliolo dei The Necks che rivaleggia alla grande con gli ingombranti padri putativi.
Ristampe.
In generale, fuck ristampe. Questa cosa di riesumare, rispolverare, rivalutare qualsiasi cosa di vecchio ha preso una piega imbarazzante e fa solo male alla musica prodotta da persone vive oggi. Detto questo, ci sono dei casi in cui i recuperi sono davvero meritori. Su tutti:
Death & Vanilla - Vampyr (Fire Records)
Uscito su cassetta nel 2013 e ristampato in doppio vinile nel 2017, questa sonorizzazione live mi ha letteralmente inchiodato alle casse dello stereo. Peccato non averci assistito davvero.

 

Luca Pacilio

Painted Ruins - Grizzly Bear: spostamenti progressivi del piacere.
Lust for Life - Lana Del Rey
: gioventù bruciata.
Arca - Arca: Sex and Zen.
Rest - Charlotte Gainsbourg: Daddy nostalgie.
Voyager - Vitalic: The Addiction.
4:44 - Jay-Z: Narciso nero.
Migration - Bonobo: Un sacco bello.
No Shape - Perfume Genius: The Angelic Conversation.
Process - Sampha: La cicala.
Jardin - Gabriel Garzón-Montano: 8½.
Cuidado Madame - Arto Lindsay: L'ora di religione.
Boo Boo - Toro y Moi
: Cinque pezzi facili.
American Dream - LCD Soundsystem: Arrivederci ragazzi.
Melodrama - Lorde: La grande abbuffata.
Mister Mellow - Washed Out: Lo stato delle cose.
Beautiful Thugger Girls - Young Thug: Vous n'avez encore rien vu.
Utopia - Björk: Dovevi essere morta.
Hot Thoughts - Spoon: Ragazzi fuori.
Plunge - Fever Ray: Un cuore in inverno.
Low in High School - Morrissey: Nostalghia.

 

Tommaso Prevedello

Arturo Stalteri - …E il Pavone Parlò alla Luna (Soave)
Bill Orcutt – Bill Orcutt (Palilalia Records)
Joseph Shabason – Aytche (Western Vinyl)
Arve Henriksen – Towards Languages (Rune Grammofon)
Fondation - Le Vaisseau Blanc (Tunnel Vision Records)
Iury Lech – Musica Para El Fin De Los Cantos (CockTail d’Amore Music)
Kara Lis-Coverdale – Grafts (Boomkat Edition)
Dan Deacon – Rat Film (Domino Soundtrack)
Larry Conklin & Jochen Blum - Jackdaw  (Tompkins Square)
Hiroshi Yoshimura – Music For Nine Post Cards (Empire of Signs)

Or click here.

 

Simon Reynolds

Tracks:
Travis Scott - Goosebumps (Grand Hustle/Epic)
Future - I’m So Groovy (A1/Freebandz/Epic)
Migos - Bad and Boujee (Quality Control / 300 / Atlantic)
Big Sean - Bounce Back (GOOD / Def Jam)
Future - Zoom (A1/Freebandz/Epic)
Albums:
Sarah Angliss - Ealing Feeder (self-released)
Kaitlyn Aurelia Smith - The Kid (Western Vinyl)
Moon Wiring Club - Tantalising Mew (Gecophonic)
Moon Wiring Club - Cateared Chocalatiers (Gecophonic)
Various Artists - Exotic ésotérique Vol.2 (Artetetra)
Robert Haigh - Creatures of the Deep (Unseen World)
BBC Radiophonic Workshop - Burials in Several Earths (Room 13)
Laurel Halo - Dust (Hyperdub)
Connect_i-cut - Rage Coma (self-released)
Jlin - Black Origami (Planet Mu)
Lo Five - When It's Time To Let Go (Patterned Air Recordings)
Zomby - Mercury Rainbow  (Modern Love)
Reissues:
Franco Battiato - Fetus (Superior Viaduct)
Franco Battiato - Sulle Corde di Aries (Superior Viaduct)
Franco Battiato - Pollution (Superior Viaduct)
Ludus - Nue au Soleil (Complètement) (Les Disques Du Crepuscule)
Antero Honkanen / Åke Andersson - Reidarin Sähköiset Kuvat / Ode To Marilyn (Creel Pone)
Various Artists - Electronic Music by Canadian Composers, Volumes 1 & 2 / Music Canada Vol XIII, Electronic Music in Canada (Creel Pone)
William S. Fischer - Omen (Creel Pone)
Various Artists - Suomalaista Elektroakustista Musiikkia, Finnish Electro-Acoustic Music (Creel Pone)
Bernard Parmegiani - Rock soundtrack (Transversales)
Jonny L - Sawtooth (XL)

 

Laurie Spiegel

This has been a year in which many of us have been deluged with input and are often in overload and also feeling stressed with so much disturbing and heartbreaking news of our world every day. What could be the most meaning listening this past year and in times like these?
We can each take a few minutes and turn off all our electronic media and really listen to the sounds that are around us. We can spend time being just where we each are. Take time to do that, and, if you want to, after being in the quiet awhile, you might make some small sounds yourself with objects that are near you or maybe your voice, gentle simple sounds that you listen to carefully. Maybe you can now also hear the music your imagination creates, what takes form in your mind in the quiet that is of you for yourself.
For myself, I have also been returning to music and instruments I started out with when I was young and rediscovering the ways I first fell in love with music.
There is a limit to how much music can transform the world, but it does have the power to make it feel good, or at least a lot better, just to be alive. It can help us to get back in motion when we have stalled and keep us moving when we feel like we can't go any further, and those changes of feeling can manifest beyond themselves.


Mike Stoltz

New Releases:
Heavy Metal - 2 LP (Sorry State Records)
CCFX - CCFX (DFA)
The World - First World Record (Upset the Rhythm)
Sneaks - It's a myth (Merge)
Mozart - Nasty 7" (Iron Lung)
Ranx/Xerox - M.Y.T.H.(Make a mess records)
Bone Awl -The Lowest Road" cassette (Klaxon)
SiP - Live at the Whistler
Reissues:
Solid Space - Space Museum (Dark Entries)
Tuning Circuits - No Compassion (Total Freaked out Power Electronics)
John Frusciante - Niandre Ladies and Usually Just a T-Shirt (Superviaduct)
Husker Du -Savage Young Du (Numero Group)
Live:
Fluct - Culture Is Not Your Friend,
The Double
Sister Mantos - Always 
Gun Outfit ft. Henry Barnes

 

Pete Swanson

The first album I ever bought myself was Run-DMC’s - Raising Hell. Which, listening back years later is arresting both for the catchy, anthemic delivery of their greatest hits, but also for its stark, amusical production.  It’s radical, a pop-aligned transformation of ideas initially posed by the likes of Suicide and Throbbing Gristle...  this was my gateway into more complicated music that took a few detours before landing firmly in the avant garde..  there have been tons of incredible, radical producers coming out of the hip hop world: The Bomb Squad and Mantronix through The Neptunes and Clams Casino..  there’s so much happening in the world of hip hop production that pushes listening forward but often that hard work is a background for pop music, or at best a showcase for the musical value of their pop productions..  The last five years have produced a few really stellar producer-driven albums like Araabmuzik “Electronic Dreams” and Clams Casino’s “Instrumentals” mixtapes that stretch out and sit as truly compelling albums in and of themselves..  
There were three excellent albums by current and former hip hop producers that I really connected with in 2017..  the most conventional of which is Sango’s - De Mim, Pra Voce which I was introduced to via my significant other’s road-trip DJing call to play OVO SOUND radio..  Somebody on Drake’s team has good taste and the whole baile funk/batucada/hip hop with lots of samples of acoustic percussion and jazzy guitars landed with me on that drive...  digging a bit deeper into the album uncovered an excellent beat album that could be used for pop songs in theory but may be too rich and dense to carry verses...  regardless, the music is inspired and joyous and something I keep coming back to.  I’m not sure if Sango has Brazilian roots but he definitely is OBSESSED with the sounds and culture and makes a compelling mash of acoustic and electric sounds, Brazilian percussion and American studio moves...  it sounds like an album born out of obsession and experimentation and it sounds like he’s had a blast doing it..  I hope somebody has the guts to Press this to wax.  
Another album that sounds intensely intimate and personal is Sugai Ken’s UkabazUMorezU. Ken was a producer in a hip hop crew in the 90s and has gradually become more invested in sound design and field recording documenting emotionally resonant spaces that he encounters... his work touches on field recording, new age synthesis, ambience, etc but has a very broad and elusive vantage point.  It’s not an album that stays in a lane and articulates an adventurous, radical and personal vantage point.  There’s nothing wrote here...nothing predictable and is one of the most radical records I’ve heard this year....
Luka Productions - Fasokan is an entirely other beast.  Luka is a mogul in the Malian hip hop scene and crossed paths with Chris Kirkley from Sahel Sounds at some point and ended up working together on the Uchronia project...  An art show exploring imagined utopian spaces... Luka and Chris apparently have established good rapport and swapped ideas and sounds leading up to this incredible, unusual new agey music album...  it’s a sort of reexamination of the exoticizing and idealistic world music diaspora of the 80s being reinterpreted by a significant player in contemporary Malian pop music culture and the results are staggering..  anyone interested in Midori Takada or Jon Hassell should spend time with Fasokan.  It should be everyone’s album of the year.
 
             
Helena Wittmann

Two discs were important for me this year, but they are not from 2017… I name them anyway:
Tower Of Silence by Roberto Musci: I started discovering the album with the song Claudia, Wilhelm R. and Me. Since then I listened to it so many times, often before I fall asleep, surrendering myself to the light, yet complex sounds and let them take me away. I trust this music.
The Woman Of The End Of The Word (Mulher Do Fim Do Mundo) by Elza Soares: I was shooting in Brasil for five months this summer, and as it had happened the last time being there as well, Theresa and me ended up listening and discovering all kinds of brazilian music. It is so overwhelmingly much and this reassures me. There is no end… I am happy about that. During this time, I came across Elza Soares and her newest disc. She is an elder lady, but her power and bravery never stopped. Her life story is crazy, her music deep, slightly aggressive, her voice edgy. And she sings: "Eu quero cantar até o fim / Me deixem cantar até o fim / Até o fim, eu vou cantar / Eu vou cantar até o fim“…
Then, there is the music by Nika Son, of course. Please find out yourselves and you’ll understand why I love it so much: http://www.nikason.de

 


Ho visto cose

 

Speciale Crossroads 2017




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