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- ISSN 2039-800X
Trimestrale online di cultura cinematografica
Diretto e fondato da Luigi Abiusi
anno VII | UZAK 27 | estate 2017

UZAK 27 | estate 2017

Editoriale. Portogallo

Luigi Abiusi


SPECIALE "UN VUOTO DOVE PASSA OGNI COSA" - a cura di G. Adesso


Tentativo di stanza

Gemma Adesso


Vide de la juissance e juissance du vide

Camille Dumoulié


Filmare il vuoto

Alessandro Cappabianca


Quand vous faites l'amour avec moi vous pensez à la mort?

Paolo Spaziani


SPECIALE CROSSROADS
a cura di V. Dell'Aquila


A few more reflections on Crossroads

AA. VV.


LO STATO DELLE COSE


Su Francofonia di A. Sokurov

Giovanni Festa


 

Pesaro 53 - Il paesaggio infinito

Gemma Adesso


Pesaro 53 - Conversazione con Nicolas Rey e Federico Rossin

Giulio Vicinelli


COSE VISTE


Frantz di F. Ozon

Raffaele Cavalluzzi


War for the Planet of the Apes

Angelo Amoroso d'Aragona


INCHIOSTRO DI KINE


Ti do i miei occhi di un tempo fa

Vanna Carlucci


Effetto Sherlock

Raffaele Cavalluzzi


Immagini mancanti

Leonardo Gregorio


FIGURA INTERA


Ethica. Natura e origine della mente

Matteo Marelli


uzak.it | Cose mai viste

Montanha

Vanna Carlucci, Nicola Curzio

altÈ nel continuo palesarsi di un’ombra, nel suo espandersi attraverso gli spazi vuoti eppure quasi claustrofobici delle stanze e dei locali, della notte riversa sul cemento dei palazzi, dei corridoi deserti di un ospedale, che David cerca, con tenera inconsapevolezza, di uscire dal bozzolo buio della sua adolescenza.


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Les Tourmentes

Valentina Dell'Aquila

alt

E vi è un punto fosforoso dove si trova tutta la realtà,
ma cambiata. Un punto d’utilizzazione magica delle cose.
(Antonin Artaud)

 

 

 

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Ella Maillart – Double Journey

Leonardo Gregorio

alt«Mar Nero, 22 giugno 1939. Cara mamma, sul mare fa freddo ed è grigio. È cosi bello viaggiare lentamente e vedere l’Europa trasformarsi impercettibilmente in Oriente». La voce è quella di Irène Jacob, i pensieri, gli occhi, il tempo, la vita, sono della ginevrina Ella Maillart (1903-1997), chiamata “Kini”, partita su una Ford Cabriolet quell’estate insieme svizzero-tedesca Annemarie Schwarzenbach – un’amicizia forte, anche difficile, con la zurighese che forse nutriva anche qualcos’altro, un bisogno soprattutto – alla volta dell’Est.

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Ananke

Nicola Curzio

alt

Così immediate le rovine
Da assomigliare alla certezza dell’amore.

(Vladimir Holan)





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Haemoo

Valentina Dell'Aquila

altQuale peso incunea i sensi sino allo sgretolamento? E quale l'elettricità che scossa, squassa e conclude macerando?
In Haemoo le forme umane si brutalizzano catatoniche, precipitano in una perdita di coscienza, rovesciano in abusi di sangue. Nei muscoli una paralisi malata, nel cuore un moltiplicarsi di crepe: si attraversa il disordine e si giunge all'immondo. Diretto da Shim Sung-bo, basato sulla strage del 2001 della Taechangho, il film registra la traversata verso la Corea del Sud di un equipaggio di pescatori alle prese col trasporto, e la conseguente morte per asfissia di 25 immigrati.

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Arianna. L'isola dell'abbandono

Vanna Carlucci

altSembra quasi di non vederla Arianna mentre vaga per le strade di un’isola lontana, assente nella mappatura geografica del mondo. Sembra quasi il fantasma (e lo è) di un mito che rievoca il suo nome - Arianna -, anima perduta in una ferita che torna continuamente a sanguinare.

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I primi sulla Luna

Michele Sardone

È difficile resistere alla tentazione di contrapporre all'attuale fantasmagoria di film di fantascienza un mockumentary di Fedorchenko di dieci anni fa, Primi sulla Luna: contrapposizione che vedrebbe da una parte la seriosità dei blockbuster (troppo costosi per non prendersi, appunto, sul serio) e la leggerezza di un piccolo capolavoro ironico (di un'ironia tutta “sovietica”, mista a cinismo e sentore di morte).

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It Follows

Vincenzo Martino

alt«Pareva di muovere in un mondo di fantasmi / E di sentir me stesso l'ombra di un sogno» (Alfred Tennyson)






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No no sleep

Gemma Adesso

È una ricerca espressiva sempre più radicale quella del cinema di Tsai Ming Liang che fa della lontananza il centro focale della visione. Lontananza dal grande schermo, mantenendo una promessa che aveva fatto sobbalzare qualche anno fa, e dai contesti originari ai quali sorprendentemente ritorna.



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Jauja

Luca Romano

alt«Sei un uomo? Io credo di sì». Jauja di Lisandro Alonso è la ricerca che parte da questa domanda, come ritaglio di forme che cercando, si perdono nel paesaggio «Dove stai andando? È lontano?» la risposta non può che essere non lo so, per la natura stessa della ricerca, così come il credo di sì non può che essere dubitante, sfumato nel paesaggio stesso, materia priva di sostanza, eterea, onirica.

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Speciale Crossroads 2017




Ho visto cose



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