UZAK 30/31 | estate 2018

Blog

Michele Sardone
21-11-2016

altUna figura umana vaga sul piano desertico del mondo: potrebbe essere questa l’immagine che persiste durante la visione di un film della Reichardt. Data un’immagine così scarna ( e disperata, ma la disperazione è forse conseguenza di una così drastica scarnificazione dell’immagine stessa), ognuno dei termini che la compone acquisisce un determinato peso emblematico: la figura, la vaghezza, il deserto (fisico e metaforico nel quale si muove) sono rappresentazione esistenziale dell’umano.

Tags:

Nicola Curzio
14-11-2016

altTrevor è un giovane stand-up comedian senza arte né parte. Di notte si esibisce con scarso successo nei locali della sua città, di giorno sfoga la sua rabbia e la sua frustrazione ascoltando musica a tutto volume e appiccando piccoli incendi dove gli capita.


Tags:

Sergio Grandolfo
07-11-2016


altC’era una volta: è la promessa di una narrazione, di Mysterious object at noon, di un allontanamento dal presente: un viaggio, quello del cinema di Weerasethakul, che sin dal suo esordio si addentra nel territorio thailandese, quotidiano militarizzato, realtà tropicale in bianco e nero da cui far riemergere quel paesaggio misticheggiante e trasognato dei racconti popolari, dei miti e delle leggende, che si ritrova come dolcemente sospeso sulle palpebre di chi quasi ammalato favoleggia a occhi aperti, alla luce alta del mezzogiorno o del meriggio, luogo del quotidiano assopito, rivelazione impenetrabile.

Tags:

Gemma Adesso
31-10-2016

altL’elemento minore tra i pronomi è, nel film di Verhoeven, un monumento alla distanza. L’imponenza della terza persona femminile non solo segna l’interruzione del rapporto io-tu, ma si espone ad una magnifica perversione, quella delle potenzialità virtuali dell’umano, o meglio, della creazione di un umano estremamente pensato.



Tags:

Gianfranco Costantiello
24-10-2016

altUna grande casa colonica in un paesaggio subtropicale, sei ventenni che tornano nel posto in cui il loro amico Miguel ha trascorso gli ultimi giorni di vita prima di suicidarsi. Vogliono inscatolare e raccogliere tutto ciò che l’amico ha lasciato dietro di sé: piatti audio ancora attaccati alle casse, cavi che giacciono sul pavimento, vestiti e oggetti sparsi qui e là.
Miguel registrava ossessivamente i suoni della natura e i suoi discorsi solitari, e quelle registrazioni ora riecheggiano ovunque nella casa e all’esterno, attraverso altoparlanti che confondono i piani della percezione, tra un prima e un dopo, tra la notte e il giorno e tra la vita e la morte (dal catalogo del TFF).

Tags:

Mariangela Sansone
17-10-2016


Gli animali notturni si muovono in gruppo e nella notte mostrano la loro parte più oscura, creature che vivono ai margini di un baratro, lontani dalle dinamiche di una società retta dalla competizione e che esclude molti dei suoi figli. Lo sguardo viaggia ad alta velocità tra le tenebre dei cunicoli metropolitani, tra buio e luce, in un’alternanza di oscure derive e abbacinanti consapevolezze. L’architettura sociale, sempre più solida e rigida, poggia le sue fondamenta sul potere e su un sistema prepotente che schiaccia la personalità umana, non lascia spazi di fuga, ma solo margini di impotenza, solitudine e frustrazione.

Tags:

Valentina Dell'Aquila
10-10-2016


altLa Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro ospita in questi giorni Robert Todd e una serie di appuntamenti e incontri sul suo cinema; a tal proposito ricordavo una bellissima intervista, forse una delle poche fatte a Robert Todd, quella con Mike Hoolboom. L’intenzione, o meglio, la definizione di questa intenzione sul cinema di Todd, trascende la stessa possibilità critica sulla sua opera. Non è soltanto per l’ingovernabilità, per quest’anarchico riportare la natura così come natura è (e cioè storia, spreco, oblio). Perché somiglia al caso, alla provvidenza, alla natura viva e morta; somiglia al tentativo, all’evento, all’insufficiente. In altri termini: l’impossibilità di una critica starebbe a preservarne l’esperienza. Non una esperienza umana, sia chiaro, o del post-visibile, o come comunemente si dice: esperienza lirica. No (quanto più dimentico, tanto più sono - natura).

Tornando a Hoolboom, quello di Todd sarebbe un cinema dell’ecologia, un manifesto dei cambiamenti climatici, cui unico strumento sarebbe l’attenzione; parla di prospettiva post-umana, di uno sguardo post-umano, pre-politico, di una camera che collabora con la sua materia come una ferita d’argento che si apre, e si apre di nuovo, e che respira. Forse in Speak: when there are no words (1997) si racconta davvero l’espropriazione di questa parola (che non si vuole), la caducità del verbale: “sono consapevole del mio mondo come uno spazio interno di "non-parole. In realtà ho difficoltà a generare parole che corrispondano la ricchezza e la stranezza di pensiero”. Quel processo di dissoluzione, di degenerazione della parola, di distanza da questa (bocca) - e tuttavia lo stesso interesse per la sua organicità , per la sua manifestazione spirituale, per il suo essere acquatico in Speak e cementificarsi - è, e sarà sempre il maggiore grado dell’insufficiente, perciò immagine.



Il Comune di Pesaro - Assessorato alla Bellezza e la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema
presentano

Robert Todd Lost Satellite
un programma di proiezioni dei film di Robert Todd che incontrerà il pubblico martedì 11 ottobre a Pesaro mentre lunedì 10 ottobre sarà il pomeriggio dedicato a un workshop con il cineasta e la sua Bolex 16mm, alla scoperta del suo metodo di ripresa: il punto di vista, l’osservazione, l’attesa, la luce, la distanza dal soggetto, in dialogo e confronto con i partecipanti.
Il workshop è gratuito, con un numero massimo di 12 iscritti.
Iscrizioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (inviare mail di iscrizione dal 1° ottobre, specificando nell’oggetto ‘Workshop Todd’ e inserendo nel corpo della mail i propri dati anagrafici, il recapito telefonico e postale. Le iscrizioni verranno accettate in ordine cronologico e fino ad esaurimento posti).

Qui di seguito tutte le informazioni sulle due giornate pesaresi e su quella milanese del 12 ottobre.

Robert Todd Lost Satellite
Pesaro, lunedì 10 ottobre
ore 14/18 workshop con Robert Todd

Pesaro, martedì 11 ottobre
Sala Pasolini / Cinema Sperimentale Piazza del Popolo
ore 17.30 incontro con Robert Todd
ore 21.00 proiezione
Cathedral 16mm, 20’ / Slow rise 16mm, 7’ / Summer light 16mm,15’
Summer’s eve hd, 6’ / Riverside hd,14’ / Passing 16mm, 4’
Golden hour 16mm,16’ / Cove 16mm, 7’

Milano, mercoledì 12 ottobre
NABA Nuova Accademia di Belle Arti Via Darwin 20
ore 15/17 incontro con Robert Todd
O’ Via Pastrengo 12
ore 20.00 proiezione
Threshold 16mm,19’ / Repair 16mm,14’ / Antechamber 16mm,11’
Dew 16mm, 3’ / Fountains of youth 16mm, 20’ / Interplay 16mm, 6’
Free forms 16mm, 9’ / Falling 16mm, 6’

COMUNE DI PESARO Assessorato alla Bellezza
MOSTRA INTERNAZIONALE DEL NUOVO CINEMA
a cura di Mauro Santini e Gianmarco Torri
con la collaborazione di Tommaso Isabella
media partners: filmidee.it - uzak.it
Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / milano: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tags:

Vanna Carlucci
10-10-2016


altSi potrebbe dire che Centro Historico è un film che si sviluppa su quattro capitoli-organi interni, ognuno  girato da un diverso grande regista (Aki Kaurismaki, Pedro Costa, Manoel de Oliveira e Victor Erice): si tratta, di fatto, di quattro micro film aventi ognuno un proprio titolo ma che insieme si riaccodano ad un nucleo centrale che è appunto: Centro Historico.

Tags:

Luca Romano
03-10-2016

altHo spartito con i mortali un dono degli dèi; per questo fui inchiodato al mio destino.
Cercai la scaturigine segreta del fuoco che si cela nel midollo della canna, maestro d’ogni arte, via che si apre.
Questo fu il peccato di cui pago la pena inchiodato e in catene in faccia al cielo.
(Eschilo, Prometeo Incatenato)

Tags:

Leonardo Gregorio
26-09-2016


altSono molti mesi che Anders (Anders Danielsen Lie), 34 anni, cresciuto da genitori progressisti, non fa più uso di droghe, anche un semplice bicchiere di birra pare un ricordo lontano, restano solo le sigarette. Sono i suoi ultimi giorni in un centro di disintossicazione nelle campagne fuori Oslo; dall’ultima seduta di gruppo emergono le paure di chi, come lui, si appresta a ritornare all’esterno, al mondo. Anders invece trattiene tutto; poche ore prima ha tentato di ammazzarsi in un lago, con giacca e braccia cariche di pietre, ma qualche istante dopo è riemerso dall’acqua a respirare. Questo, però, nessuno lo sa. C’è un colloquio di lavoro in città – per una redazione – che lo aspetta: scrive molto bene, ma non lo fa da anni. L’incontro va male a causa sua, ma quelle ore saranno soprattutto un ritorno, tra deambulazioni e fermate, a persone, luoghi, ricordi fondamentali della sua esistenza.

Tags:

Archivio

Teniamoci in contatto