www.uzak.it - ISSN 2039-800X
Trimestrale online di cultura cinematografica
Diretto e fondato da Luigi Abiusi
anno VII | UZAK 24/25 | autunno/inverno 2016/2017

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UZAK 24/25 | autunno/inverno 2016/2017 - a cura di L. Abiusi

Editoriale.
Per un'invenzione del prosieguo

Luigi Abiusi


SPECIALE REGISTI FUORI DAGLI SCHERMI V


La pietra lunare di Franco Piavoli

Gemma Adesso


Tra il reale e l'altrove.
Intervista a Irene Dionisio

Leonardo Gregorio


«Noi crediamo».
Conversazione con Massimo D'Anolfi

Michele Sardone


Dei cambiamenti del corpo. Conversazione con Xander Robin

Beatrice Fiorentino, Cinzia Giordano


LO STATO DELLE COSE


Lav Diaz o i colori del lutto

Alessandro Cappabianca


Tra profanazioni e re-incantamenti: 
la ninnananna sul mistero doloroso
di Lav Diaz

Pietro Masciullo


The Woman who left

Mariangela Sansone

 

Infinitizzare il finito

Cecilia Ermini


Franco Piavoli.
Il corpo filmico è il corpo umano

Mariangela Sansone


Automation Wang Bing

Valentina Dell'Aquila


Monte: Sinfonia Rumorista

Giulio Vicinelli


L'infinita fabbrica dei simulacri di potere

Carmen Albergo


(P)ossessioni e resistenze.
Intervista a Federica di Giacomo

Leonardo Gregorio


INCHIOSTRO DI KINE


Paul Schrader
Il cinema della trascendenza

Leonardo Gregorio


DELLA SERIE


Appunti per The OA

Luigi Abiusi


SCREAMADELICA


I dischi del 2016

AA. VV.

uzak.it | Cose mai viste

Antonia

Cecilia Ermini

altNel segno di membra implose, di prigioni della carne, si apre lo schermo di Antonia su L'ombre di Rodin ed è subito specchio, epifania, dialogo impossibile fra due anime già rassegnate all'immobilità, alla tragedia. La statua e Antonia Pozzi, fanciulla in fiore colta nelle tormente adolescenziali, nell'apparente semplicità dei suoi sedici anni: famiglia, risate argentine con le compagne di scuola, studio “matto e disperatissimo”, bagliori d'amore, nelle segrete del suo animo dove accarezza desideri, afflati, sogni di culla e nell'austerità sconfinata della pagina bianca che affida una voce, con afflato quasi religioso, al suo pensiero.

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The Assassin

Vanna Carlucci

altThe Assassin è un film che fa male in questo suo farsi lama sottile e spietata: il taglio che genera è un batter di ciglia che capovolge lo sguardo, il mondo risucchiato nelle orbite per farsi di piombo.





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Médée Miracle

Nicola Curzio

altTutto ciò che ho praticato finora, lo chiamo opera
d’amore…
Medea sono adesso,
cresciuta è la mia natura
grazie alla sofferenza.

(Seneca, Medea)

 


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L'infinita fabbrica del Duomo

Michele Sardone

altL'infinita fabbrica del Duomo di D'Anolfi e Parenti racconta la secolare costruzione del Duomo di Milano, iniziata più di sei secoli fa e non finita nel Novecento, dal momento che, pezzo dopo pezzo, il Duomo è ad oggi sottoposto a un continuo lavorio di restauro.
Nel film si narra anche come sia stato il popolo il vero fautore dell'edificazione, non solo attraverso il lavoro delle braccia, ma anche con le sue donazioni. La bellezza di una chiesa affranca infatti il lavoro dall'utilità cui è legato: se per il mondo della produzione il lavoro è una merce che deve essere sfruttata per l'utile, per il mondo della gloria, invece, la ricchezza ha ragion d'essere solo per cantare la magnificenza del divino e per mettere in contatto, attraverso la realizzazione di opere inutili e in pura perdita (come l'edificazione di un tempio, per l'appunto), il popolo con la divinità.

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The Sky Trembles and the Earth Is Afraid and the Two Eyes Are Not Brothers

Matteo Marelli


altCome sostiene Tommaso Isabella «Il cinema di Ben Rivers si è sempre mosso sapientemente sulla soglia incerta tra finzione e documentario, nell’intervallo che sta tra intuizione e costruzione» (Isabella). Un posizionamento interstiziale scelto per problematizzare lo statuto dell'immagine, e che rappresenta una delle questioni chiave attraverso cui poter provare a leggere e interpretare molta parte del cinema contemporaneo.

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L'aquarium et la nation

Luca Romano

alt“- La sopravvivenza è divenuta immortalità, l'eternità si è sostituita al tempo, dopo un millennio di balbettii, l'umanità è pervenuta a inventare l'anima immortale tra il primo doppio e la prima anima la differenza di struttura mentale è assai considerevole... Abbiamo appena considerato le società che ignorano: la prima, il nostro sentimento di destino; la seconda, il nostro sentimento della nascita; la terza, il nostro sentimento dello scambio; l'ultima, il nostro sentimento della morte. Tra gli uomini di cui abbiamo appena parlato e il Greco, l'uomo gotico e noi stessi, cosa c'è di comune?

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Trois souvenirs de ma jeunesse

Gianfranco Costantiello

alt“Esther, tu existes tellement fort, comme une montagne.
Moi, c’est comme si mon existence ou le monde qui m’entoure tremblotait.
Alors, ça me rassure.
Que tu veuilles de moi ou non, je m’en fiche.
Si tu existes, ça veut dire que je ne suis pas enfermé dans un rêve.
En toi, à tes pieds, je dépose ma croyance.”

(da una lettera di Paul a Esther)

 

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Mr. Zhang Believes

Luigi Abiusi

altMr. Zhang Believes del cinese Jionjiong Qiu è ulteriore, eccedente conferma di un cinema che riflettendo sulla stringente, ottusa contingenza (nelle cui pieghe si sedimenta l'enunciato politico, civistico, etico), non può fare a meno di riflettere su se stesso, sulle proprie possibilità di essere rispetto al tempo; di riflettersi come dispositivo di inerzie, attriti, parvenze che trovano linfa nella storia (verso cui cerca la massima rispondenza), pur destrutturandola in eco, cicaleccio, intreccio di scene riverberanti (di oscurità e voci, canzoni) in un teatro di posa, quale luogo di composizione ed elezione dell'opera, cioè una sorta di “gioco del mondo”.

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Anapeson

Gemma Adesso

altNon c’è dubbio che il cinema di Francesco Dongiovanni sia tutto concentrato nella riflessione abissale sul tempo e non c’è dubbio che questa riflessione, travalicando se stessa, investa gli spazi di una memoria sconosciuta per lasciarli riemergere come microcosmi residuali di un’interiorità misteriosa.


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Abluka

Matteo Marelli, Luigi Abiusi

altI connotati sono quelli del delirio di tipo kafkiano, non stereotipo, ma radicato alla sostanza ruvida delle cose: dati concreti di fondo, ma amplificati a dismisura, fino a creare un universo in cui la regola è l’eccesso e l'aporia; non una soluzione dei fatti nutriti dalle cose, ma una dissoluzione continua degli eventi; accensione di eventi che si perdono nella continuità audio-video.

continua...
 

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